venerdì 5 giugno 2009

Onore ad Alberto Marani

Le motivazioni nella nota di sospensione: disordinato, pochi voti sul registro
Si fa solo cenno al questionario sulla religione che in realtà ha aperto il caso

Cesena, così è stato punito il prof
I docenti: sono 'reati' di tutti

La protesta di Cgil e Cobas: "Sei mesi neppure a docenti condannati per pedofilia"
di SALVO INTRAVAIA


Cesena, così è stato punito il prof I docenti: sono 'reati' di tutti
"Colpirne uno per dissuadere tutti i collegi dei docenti italiani dal discutere qualsiasi questione che riguardi l'ora di Religione". Il portavoce dei Cobas, Piero Bernocchi, sulla vicenda del prof sospeso per avere rivolto una semplice domanda - ma sulla Religione cattolica - ai propri alunni è lapidario. In tre giorni, la vicenda è diventata un caso. Poche ore dopo la pubblicazione della notizia su Repubblica.it, l'Ufficio scolastico regionale dell'Emilia Romagna, guidato da Luigi Catalano, ha addirittura diffidato gli organi di informazione dal "travisare i fatti". Mentre i deputati Radicali presentano una interrogazione parlamentare al ministro dell'Istruzione, Mariastella Gelmini, perché al docente "venga immediatamente reintegrato" almeno lo stipendio.

"E' infondato - si legge nella nota di smentita dell'Ufficio scolastico regionale - che tale sospensione sia stata comminata per le ragioni riportate dalla stampa. (...) Il docente - spiega il comunicato - è stato sanzionato per una molteplice serie di comportamenti concernenti i doveri di ufficio e la dimensione relazionale e cooperativa, che costituisce un valore irrinunciabile per la scuola". Per queste ragioni, l'ufficio di Catalano diffida "gli organi di stampa e televisivi dal continuare a dare una rappresentazione capziosa dei fatti", minacciando azioni giudiziarie.

Peccato che il comunicato non citi i gravi comportamenti di cui si sarebbe macchiato Alberto Marani, docente di Matematica e Fisica del liceo scientifico Righi di Cesena. Ma andiamo con ordine. Marani sarebbe stato sospeso per due mesi per avere chiesto ai 70 alunni delle tre classi dove insegnava quanti avrebbero scelto l'ora di Religione se la scuola programmasse anche una materia alternativa, obbligatoria per legge.

Alla base della dura punizione, però, c'è altro. Repubblica.it ha ottenuto il documento con il quale, lo scorso 6 febbraio, il dirigente dell'Ufficio scolastico provinciale di Forlì-Cesena, Gian Luigi Spada, contesta all'interessato le sue colpe. "La S. V. non tiene con la dovuta cura la documentazione relativa all'attività di docente", si legge nella contestazione. Insomma: Marani sarebbe un uomo, professionalmente parlando, disordinato. "Non ha ancora prodotto la Programmazione didattica della disciplina insegnata", "non ha ancora fornito ai propri alunni i risultati" del compito svolto alcuni mesi prima e "dopo oltre un mese nel registro personale sono annotate soltanto assenze ed una prova scritta". Ma non solo: il "disordinatissimo" docente di Matematica è anche "reo" di avere sbagliato a trascrivere il nominativo di una alunna sul registro personale "ingenerando dubbi sull'attribuzione dei voti".

E ancora: "il prof non ha ancora consegnato la Dichiarazione dei servizi pre-ruolo" (un documento che è interesse dello stesso insegnante produrre) e ha firmato, in qualità di rappresentante Cobas un "atto di diffida usando termini non consoni" e "un atteggiamento supponente". Solo incidentalmente, tra i rilievi, si cita che il prof "ha sottoposto ai suoi alunni un questionario riguardante una materia di insegnamento diversa da quella propria e successivamente indirizzato ai colleghi una proposta di modifica del Piano dell'offerta formativa". E che "ha usato materiali e strumenti dell'Istituzione scolastica per diffondere comunicazioni aventi carattere sindacale e argomenti di attualità comunque estranei ai propri compiti istituzionali".

Secondo Domenico Pantaleo, leader della Flc Cgil, "si ha l'impressione di una punizione eccessiva rispetto ai fatti contestati. Si è voluto stigmatizzare - continua Pantaleo - la vicenda del questionario sulla Religione". "Fatti come quelli contestati al collega - rilancia Bernocchi - farebbero sospendere quattro quinti degli insegnanti italiani. Si ricorda inoltre che neppure a insegnanti condannati per atti di pedofilia a scuola sono stati comminati sei mesi di sospensione dal servizio, pena richiesta dall'ufficio scolastico regionale. La verità è - continua il portavoce dei Cobas - che si è toccato un tasto delicato: il questionario evidenzia che, in presenza dell'ora alternativa, la Religione verrebbe seguita dal 10 per cento degli studenti. Per questa ragione le scuole se ne guardano bene dall'organizzarla".

Il risultato del questionario in effetti è stato sorprendente: l'11 per cento degli alunni sceglierebbe comunque l'ora di Religione, la restante parte opterebbe per Storia delle religioni o Diritti umani. Esito che, secondo la ricostruzione dello stesso Marani, ha fatto andare su tutte le furie il collega di Religione. Anche se il collegio dei docenti ha successivamente approvato la proposta dell'insegnante di Matematica di organizzare una attività alternativa alla Religione. Marani, inoltre, dà una risposta a tutte gli altri addebiti. Spiega che il compito in classe non corretto è stato annullato e la decisione immediatamente comunicata agli studenti. E riguardo alle documentazioni non prodotte in tempo, lo stesso prof ricorda di esser stato quasi due mesi (novembre e dicembre) assente per malattia e di avere privilegiato al rientro le attività di verifica e gli scrutini. Insomma: di non avere avuto il tempo materiale per produrre le varie documentazioni mancanti. Ma queste giustificazioni non sono bastate.
(5 giugno 2009)

mercoledì 3 giugno 2009

L'unico modo per salvare la Daramic è uccidere la Daramic

RICONVERTIRE
è questa la parola del futuro.Vedete che cosa hanno fatto all'Electrolux.(clicca sulla parola)
Politici Lucani SVEGLIA!!! SVEGLIA!!!!
E questo vale anche per la Mondial Piston (Mahle), sapete fare i pistoni? Fate i pistoni per i Stirling!!

leggete il seguente articolo e capite l'annesso:
via Mondoelettrico
Goodbye, GM ...

Di MICHAEL MOORE

www.michaelmoore.com

Scrivo questa lettera nella mattina in cui ha fine quella che una volta era la potente General Motors. A mezzogiorno, il presidente lo ha reso ufficiale: General Motors per come la conoscevamo non esiste più.

E’ con triste ironia che l’azienda che inventò l’“obsolescenza programmata», cioè decise di costruire auto che dopo alcuni anni dovevano cadere a pezzi in modo che il cliente sarebbe stato costretto a comprarne una nuova, sia diventata lei stessa obsoleta. Si è rifiutata di costruire auto che il pubblico chiedeva, macchine che consumassero meno, più sicure. E che non cadessero a pezzi dopo due anni!

Mi trovo dove GM è nata, a Flint in Michigan. Attorno me ci sono tanti amici e familiari che sono in ansia per il futuro, su cosa accadrà a loro e a questa città. Il 40% delle case e dei negozi sono stati abbandonati. Immaginate cosa significa vivere in una città dove metà delle case sono vuote. Quale sarebbe il vostro stato d’animo?

Testardamente GM ha combattuto le norme ambientali e quelle sulla sicurezza. I suoi executive hanno arrogantemente ignorato “l’inferiorità” delle auto giapponesi e tedesche, macchine che sarebbero diventate la prima scelta di chi acquistava un’auto. Ha caparbiamente punito le sua forza lavoro sindacalizzata, ha tagliato migliaia di posti di lavoro senza alcuna buona ragione tranne quella di “migliorare” i profitti a breve termine per la corporation. Agli inizi degli anni ’80 GM registrava entrata record, ma spostò migliaia di impianti in Messico e da altre parti, distruggendo in questo modo la vita di decine di migliaia di lavoratori americani. La sfolgorante stupidità di questa politica: riducevano i salari delle famiglie, non pensando a chi avrebbe poi potuto comprare le loro macchine. La storia registrerà questo fallimento allo stesso modo in cui oggi scrive dei francesi che costruirono la linea Maginot o di come i romani hanno avvelenato il proprio sistema idrico usando tubature con il velenoso e letale piombo.

Ed ora eccoci al capezzale di General Motors. Il corpo della compagnia non è ancora freddo, e io provo, e oso farlo, tanta gioia. Non è gioia di rivalsa contro una azienda che ha portato miseria, alcolismo, debilitazioni fisiche e mentali, dipendenza da droga a molte delle persone con cui sono cresciuto. E non gioisco sapendo che a più di 21mila lavoratori della GM verrà annunciato che anche loro sono senza lavoro. Ma ora io e voi e il resto dell’America è proprietaria di una azienda automobilistica! Lo so cosa pensate: ma chi diavolo vuole gestire una azienda di auto? Chi di noi vuole usare 50 milioni di dollari delle nostre tasse e gettarle in quel buco per provare a salvare GM? Siamo chiari: l’unico modo per salvare GM e uccidere GM. Salvare le nostre preziose infrastrutture industriali è un’altra questione, e deve essere una priorità. Se permettiamo che abbattano e distruggano gli impianti, dolorosamente scopriremo che se le avessimo salvate sarebbero tornate utili per costruire un sistema alternativo di cui oggi abbiamo disperatamente bisogno. E quando realizzeremo che il modo migliore per noi di muoverci è con una rete ferroviaria leggera, treni efficienti e bus ad energia pulita, come faremmo a realizzare tutto questo se permetteremo alla nostra capacità industriale e la nostra forza lavoro specializzata di scomparire?

E così mentre GM viene “riorganizzata” dal governo federale e dai tribunali, vi propongo un piano e chiedo al presidente Obama di renderlo effettivo per il bene dei lavoratori, della comunità GM e per la nazione intera. Venti anni fa quando feci il film “Roger & Me” provai ad avvertire la gente di quello che sarebbe accaduto. Se la struttura di potere e l’aristocrazia degli esperti avesse ascoltato forse tutto questo si sarebbe potuto evitare. Chiedo quindi una onesta e sincera considerazione su quanto vi propongo.

1. Come fece Roosevelt subito dopo l’attacco di Pearl Harbour, il presidente deve dire alla nazione che siamo in guerra e che dobbiamo immediatamente riconvertire le nostre aziende automobilistiche in fabbriche che producano veicoli per il trasporto di massa e mezzi ad energia alternativa. In pochi mesi a Flint nel 1942, GM fermò le catene di montaggio per iniziare a produrre aerei, armi e carri armati. Non si perse tempo, tutti aderirono e i fascisti furono sconfitti. Oggi siamo in un altro tipo di guerra, una guerra che abbiamo portato contro il nostro ecosistema ed è stato guidato dai leader delle nostre corporations. Questa guerra ha due fronti: uno ha il quartier generale a Detroit. Quello che si è prodotto nelle fabbriche della GM, Chrysler e Ford sono alcune delle più grandi armi di distruzione di massa responsabili per il riscaldamento globale e lo scioglimento dei poli. Quelle cose che noi chiamiamo “automobili” , saranno divertenti da guidare, ma sono come milioni di spade che abbiamo infilzato nel cuore di Madre Natura. L’altro fronte di questa guerra è combattuta dalle compagnie petrolifere contro voi e me. Sono impegnati a spennarci e sono maldestri gestori di questo bene non infinito. Oggi lo stanno succhiando fino all’osso. E come i tycoons del legno che all'inizio del 20° secolo continuarono ad abbattere alberi ignorando le conseguenze che si determinavano, oggi i padroni del petrolio non ci dicono la verità, e cioè che di petrolio sta finendo. E così mentre ci avviciniamo alla fine dell’era petrolifera, prepariamoci a quei disperati che saranno disposti ad uccidere e ad essere uccisi pur di mettere le mani sull’ultimo litro di petrolio. Il presidente deve, ora che ha preso il controllo di GM, riconvertire quegli impianti per nuovi e più utili usi.

2. Non mettete altri 30 miliardi di dollari nel forziere di GM per costruire altre auto. Usate quei soldi per mantenere quella forza lavoro, anche coloro che sono stati licenziati, in modo che possano costruire i modelli di trasporto per il 21°secolo. Che siano loro, adesso, ad iniziare la riconversione.

3. Che sia annunciato che nei prossimi 5 anni avremmo treni veloci che attraverseranno in lungo e in largo il nostro paese. Il Giappone celebra il 45°anniversario del suo primo treno veloce. Oggi ne hanno a dozzine. Da cinquant’anni hanno questi treni veloci, noi neanche uno! Il fatto che esista una tecnologia che permetta di andare da New York a Los Angels in 17 ore di treno e che questo non accada è criminale. Assumiamo i disoccupati per costruire queste nuove linee. Chigago-Detroit in meno di 2 ore, Miami-Washington in 7 ore. Si può fare. Ora.

4. Iniziare un programma per costruire una rete di trasporto leggera nelle medie e grandi città. Costruiamo quei treni nelle fabbriche GM. E assumiamo personale locale per installarle e fare funzionare il sistema.

5. Per le persone nelle aree rurali non servite dai treni, GM costruisca autobus ad energia alternativa e pulita.

6. Per l’immediato facciamo in modo che alcuni impianti inizino a costruire ibridi o auto elettriche (e batterie). Ci vorranno alcuni anni perché la gente si abitui, ma se vogliamo continuare a guidare che siano auto pulite. Potremmo incominciare già nel prossimo mese e non credete a chi dice che ci vorranno anni per riconvertire quelle fabbriche. Non è vero.

7. Trasformiamo alcune delle fabbriche vuote della GM per costruire aerogeneratori, pannelli solari e altri sistemi di energia alternativa. Abbiamo bisogno di milioni di pannelli solari, e c’è una forza lavoro che ha voglia e capacità per costruirli.

8. Offrire incentivi fiscali a chi usa macchine ibride, o usa il treno o il bus. E crediti a chi converte le proprie case all’energia alternativa.

9. Per pagare tutto questo, imporre una tassa di due dollari su ogni gallone di benzina.

Questo per iniziare. Vi prego, non salvate una piccola versione di GM perchè prosegua a fare quello che faceva.
100 anni fa GM convinse il mondo di rinunciare ai cavalli e alle selle per provare un nuovo modo di trasporto. Oggi è arrivato il momento che diciamo addio al motore a combustione. Con lui abbiamo fatto un sacco di cose divertenti, ma oggi è finita. E’ un nuovo giorno di un nuovo secolo. Il presidente e il sindacato dei metalmeccanici devono cogliere il momento per creare una grande caraffa di limonata da questo limone consumato e amaro.

Ieri l’ultima sopravvissuta del Titanic è morta. Sfuggì alla morte certa quella notte e visse per 97 anni. Anche noi possiamo sopravvivere al nostro Titanic. Il 60% di GM è nostro. Credo che possiamo fare un lavoro migliore.

sabato 30 maggio 2009

essicatore di rifiuti umidi molto trendy della LOOFEN (SUD KOREA)

Fra un pò saremo invasi da questi disidratatori da cucina sudcoreani.All'inizio ci sarà chi gli darà contro come al solito poi come tutte le cose utili dilagherà e sarà l'ennesima occasione persa per l'industria italiana. A dimostrazione di quanto siamo delle teste di ca....Una spiegazione in italiano si trova qui....
VEDETE I VIDEO!!!















martedì 26 maggio 2009

Volkswagen e BYD: alleanza in vista

via: omniauto

Volkswagen e BYD: alleanza in vista

Volkswagen e BYD: alleanza in vista

I due costruttori siglano una lettera di intenti per l’ib

Volkswagen e il costruttore cinese BYD hanno firmato una lettera di intenti per esplorare la possibilità di una futura collaborazione per le auto ibride ed elettriche alimentate con batterie al litio. La lettera è stata firmata dai rispettivi massimi rappresentanti: il presidente del Gruppo di Wolfsburg, Martin Winterkorn, e il presidente del consiglio di amministrazione della casa cinese, Wang Chuanfu.

La notizia è di quelle bomba perché BYD non solo è uno dei costruttori più dinamici del grande paese asiatico, ma è anche un gigante mondiale delle batterie con competenze sia in quelle NiMh (Nickel-Metal-idrato), sia NiCd (Nickel-Cadmio) che LiOn (ioni di litio). Basti dire che è il numero 1 per le batterie dei telefonini. BYD inoltre afferma di avere una tecnologia con batterie LiFePo4 (fosfato di ferro e litio) che offre altissima densità di energia, 4 mila ricariche (2 mila senza cali di rendimento, pari a 10 anni o 500mila km) e garanzie di stabilità chimica e termica maggiori rispetto alle altre batterie che contengono il litio in forma ionica a un costo inferiore. Inoltre, non in ultimo, questo tipo di batteria sarebbe riciclabile al 100% in tutti i suoi componenti chimici.

Di certo, potrebbe essere un bluff, ma il palco da cui arrivano queste voci merita orecchie ben aperte, ancora di più adesso che una Casa come Volkswagen, da sempre molto cauta nei confronti di ogni forma di elettrificazione dell’auto, ha deciso di sondare il terreno. Oltretutto, anche un investitore accorto e visionario come l’americano Warren Buffett (l’uomo più ricco del mondo secondo la rivista Forbes con 62 miliardi di dollari di patrimonio) crede in BYD – che è l’abbreviazione di Build Your Dreams, "Costruisci i tuoi sogni" – tanto da essere entrato nel suo capitale per il 10%.

La Casa cinese ha già pronte le sue elettrizzanti vetture e le ha fatte vedere all’ultimo NAIAS di Detroit. La prima si chiama F3DM ed è una berlina lunga 4,53 metri elettrica plug-in a autonomia estesa provvista di motore a scoppio mille nel caso si percorressero oltre 62 miglia con il solo motore elettrico da 125 kW e fosse necessario ricaricare le batterie. C’è poi la e6, una specie di crossover provvisto solo di due motori elettrici: uno da 160 kW e 400 Nm per le ruote anteriori e uno da 40 kW e 100 Nm per le ruote posteriori. Le prestazioni sono di 160 km/h e accelerazione da 0 a 100 km/h in 8 secondi con la possibilità di affrontare pendii fino al 30%. L’energia elettrica è fornita da batterie da 18 kWh integrate nella scocca e avvolte da uno speciale involucro, capaci di offrire un’autonomia di 400 km e di ricaricarsi al 50% in 10 minuti con ricarica rapida. Tra i progetti della BYD ci sarebbe anche l’apertura di uno stabilimento negli USA.

Il Gruppo Volkswagen, dal canto suo, ha già un partner per le batterie al litio (Sanyo), un altro in fase di studio (Toshiba) e una massiccia e consolidata presenza in Cina dove agisce dal 1985 attraverso 3 stabilimenti, frutto di joint-venture con Shanghai Automotive e FAW (dal 1991) e nel 2008 ha venduto 910mila veicoli con un incremento del 28% rispetto all’anno precedente con una quota sul mercato nel 2007 del 17,8%, dati che ne fanno sicuramente il costruttore estero dalla presenza più consolidata in Cina. Il Gruppo tedesco ha allo studio una versione elettrica della Up!, almeno ibrido “pieno” per Audi, un ibrido bi-modale per la Golf TwinDrive e una elettrica pura con la Seat, progetto finanziato dal governo spagnolo. Se davvero la lettera di intenti con BYD dovesse sfociare in un’alleanza, a Wolfsburg si vedranno molti occhi a mandorla.

Autore: Nicola Desiderio

domenica 17 maggio 2009

Manager lucani & piano tagli


In base alla legge regionale 31/83 chi ha cariche elettive e direttive è tenuto a pubblicare la propria situazione patrimoniale sul Bollettino ufficiale della Regione.

In molti hanno risposto all’obbligo, ma c’è anche chi l’ha completamente ignorato. È il caso di 23 dirigenti: Giovanni Vita (comunità montana Alto Agri),
Nicola Mecca e Mario Ungaro (Cm Alto Basento),
Antonio Anatrone (Cm Alto Bradano),
Mario Dragonetti, Gaetano D’Alessandro, Vincenzo Di Sario, Giuseppe Ruberto e Francesco Ventimiglia (Cm Alto Sinni),
Domenico Urga, Michele Romano, Ferdinando Sarli (Cm Alto Sauro),
Luigi Delorenzo, Giuseppa Deufemia, Filipop Giuseppe, Trani Antonio (Cm Collina Materana),
Francesco Eligiato, Rosanna Faraone, Francesco Gonnella, Antonio Pacella (Cm Marmo Platano),
Cristiano Vezzuso (Cm Medio Basento),
Angelo Cappiello e Donato Rondinella (Cm Vulture).

A questo punto spero che venga approvato questo, tranne per quanto riguarda il podestà- emh sindaco a vita...

bozza di intervento sulle autonomie locali: nessun limite di mandato per i primi cittadini

Il piano-tagli: via 1.612 enti «dannosi» Nei Comuni meno poltrone e sindaci a vita

Il progetto di Calderoli: addio alle comunità montane e ai difensori civici

Abbiamo una serie di comunità montane che letteralmente non hanno fatto un c... basta

Se la proposta passe­rà, si potrà fare il sindaco a vita, ri­mettendo indietro di anni l'orologio della nostra storia. Una modifica che è fortemente sostenuta dalla Lega Nord, ma che non piace invece al Pdl. E non sarà nemmeno facile far pas­sare i tagli, sacrosanti, stabiliti per i consigli e le giunte comunali e pro­vinciali. I consiglieri dei Comuni con oltre 500 mila abitanti non potranno superare il numero di 40. E così a sca­lare.

Per i Comuni minori, fino a 3 mi­la abitanti, il limite massimo è di 6. I consiglieri provinciali non potranno in ogni caso essere più di 30. Fra sin­daco e assessori le giunte comunali non dovranno avere più di 12 poltro­ne. Quelle provinciali, non più di 8. I Comuni fino a mille abitanti non avrebbero nemmeno la giunta, ma soltanto il sindaco. Non sono le uni­che novità. La riforma stabilisce pure che Province e Comuni abbiano un segretario con l'incarico di controlla­re gli atti: nominato non dall'ammini­strazione ma da un organismo terzo, una speciale «Agenzia autonoma per l'efficienza degli enti locali».

Facile immaginare le reazioni che provocheranno pure le altre sforbicia­te previste dalla «bozzaccia». Forse ancora più dolorose di quelle appena descritte. Sforbiciate, in numero di ben 1.612 (tanti sono gli enti che ver­rebbero eliminati) recepite da una proposta di legge del deputato del Pdl Mario Valducci, ora convogliata pressoché integralmente in questa ri­forma, di cui rappresenta una delle parti più sostanziose.

La tagliola calerà sulle 185 comuni­tà montane. Identica sorte avrebbero i 63 «Bacini imbriferi montani», i 138 enti parco regionali, le 91 Ato, i 600 enti strumentali regionali. E i 191 consorzi di bonifica, pianeta tutto da scoprire. Un caso per tutti: il consor­zio di bonifica delle colline livornesi ha 16 dipendenti ma 33 fra consiglie­ri delegati, deputazione amministra­trice e collegio sindacale. Con regola­re gettone di presenza.