domenica 29 giugno 2008

E i finanziamenti per il mio Impianto Geotermico in Basilicata?


Dopo aver bloccato di fatto l'eolico lucano ho notato che la Regione Basilicata non incentiva gli impianti geotermici allora ho detto a un mio amico:
''Hai visto la Regione Basilicata non incentiva le pompe di calore geotermiche in Lucania! E' una vergogna!''
mi ha risposto:
"E che è un impianto geotermico????"

Allora facciamo un pò di chiarezza...

Il riscaldamento geotermico, o sistema termodinamico ai sensori interrati, consiste nel prelevare le calorie presenti nel suolo e nel trasferirle all’abitazione. La larga diffusione di questo sistema, che riguarda le strutture in fase di costruzione come quelle in fase di ristrutturazione, in quelle singole come in quelle condominiali si spiega per i suoi vantaggi economici ed ecologici.

Per utilizzare questa riserva di calorie accumulate dalla terra, il sistema geotermico utilizza un circuito frigorifero basato su un principio termodinamico. Il calore, costantemente rinnovato dal sole, dalla pioggia e dall’azione del vento, è prelevato grazie a un sensore interrato a circa 60 cm di profondità o a una sonda geotermica verticale. Si tratta di una rete di serpentine, invisibile e inalterabile, interrata in una zona del giardino. La grande quantità di energia presente nel terreno e il principio di funzionamento del sensore garantiscono la totale efficienza di quest’ultima nel tempo.

Una pompa di calore permette di sfruttare l’energia rinnovabile ”gratuita” trasferendola all’interno dell’abitazione attraverso un circuito di distribuzione. Le calorie catturate dal sensore all’esterno, e attraverso la pompa di calore, coprono interamente le esigenze di riscaldamento domestico.

Sono disponibili tre soluzioni tecnologiche, a seconda delle necessità di riscaldamento e della configurazione della struttura abitativa:

La tecnologia a espansione diretta (suolo/suolo)

Nel sistema a espansione diretta, il trasferimento di calore avviene grazie al fluido frigorigeno circolante in circuito chiuso attraverso la pompa di calore e il pavimento radiante. Si tratta di un circuito frigorifero semplice, nel quale il sensore esterno e il pavimento radiante fungono rispettivamente da evaporatore e da condensatore: evaporazione e condensazione avvengono progressivamente, garantendo il buon funzionamento del sistema.

Il compressore e la valvola di espansione vanno a costituire una pompa di calore installata nel garage, nella cantina o in un locale tecnico. È possibile utilizzare più di un compressore, a seconda che si vogliano scaldare più zone dell’abitazione a temperature diverse. Il sistema a espansione diretta consente di ottenere il massimo rendimento con una superficie di captazione ridotta.

La tecnologia acqua/acqua

La soluzione “acqua/acqua” prevede che il calore venga trasmesso attraverso un circuito idraulico (acqua glicolata nei sensori esterni, acqua nel pavimento radiante).

La pompa di calore comporta, oltre al compressore e alla valvola di espansione, due scambiatori di calore; al loro interno, i processi di evaporazione e di condensazione rilasciano l’energia che servirà a scaldare l’acqua. La tecnologia acqua/acqua permette inoltre di utilizzare i radiatori già presenti (a una temperatura massima di 47°C). La superficie di captazione richiesta è superiore rispetto a quella prevista dal sistema a espansione diretta. Tuttavia, è possibile ridurla, nei casi in cui la configurazione del terreno lo permette, utilizzando sonde verticali che penetrano maggiormente nel suolo (sonde geotermiche).

La tecnologia suolo/acqua

Si tratta di una combinazione dei due sistemi precedenti. La soluzione suolo/acqua, infatti, associa l’utilizzo di un fluido frigorigeno all’interno del sensore a quello di un circuito idraulico per il pavimento radiante o i radiatori.

Come nel sistema a espansione diretta, l’evaporazione avviene direttamente nel sensore esterno. La pompa di calore prevede un condensatore grazie al quale l’energia è rilasciata e destinata a scaldare l’acqua che circola nel pavimento radiante o nei radiatori. La tecnologia mista, come quella “acqua glicolata/acqua”, permette di sfruttare la rete di radiatori già installata.

Il massimo confort

Il riscaldamento geotermico è tra le soluzioni di riscaldamento all’avanguardia in termini di confort .

Grazie al riscaldamento geotermico si possono definire delle “zone di confort”, tenendo conto dell’uso che si fa delle diverse stanze secondo il proprio stile di vita. Le possibilità di regolazione della temperatura variano a seconda della soluzione tecnologica adottata.

Il sistema a espansione diretta permette che ciascuna zona (zona giorno e zona notte) abbia la temperatura prescelta, questo grazie a un compressore che restituisce una potenza appositamente regolata. Nei sistemi a distribuzione idraulica, invece, l’impostazione della temperatura avviene regolando la portata dell’acqua che circola nei tubi del pavimento radiante.

Prima di installare l’impianto è possibile individuare le stanze soggette a maggiore dispersione (solitamente quelle esposte a nord) e trasferirvi più calore aumentando il numero dei tubi radianti.

Pavimento radiante: il riscaldamento uniforme
Il pavimento radiante a bassa temperatura rappresenta la soluzione ottimale per una distribuzione del calore uniforme. L’ambiente è sano visto che l’aria non è mai secca, durante l’inverno i pavimenti non sono mai freddi e, per finire, nell’abitazione non ci sono più ingombri.

Acqua calda ad uso domestico in abbondanza
La produzione di acqua calda sanitaria è garantita senza costi aggiuntivi, grazie alla temperatura elevata del fluido frigorigeno in uscita dal compressore: uno scambiatore di calore posto intorno al bollitore permette per esempio di scaldare 300 litri di acqua.

Il confort in tutta libertà
Confort significa anche libertà: scegliendo il riscaldamento geotermico, infatti, non sarà più necessario pensare al rifornimento della caldaia o alla ripulitura periodica. Di facile impiego, questo sistema non richiede particolari interventi di manutenzione.

Riscaldare al miglior prezzo

Beneficiare del massimo confort a costi decisamente inferiori rispetto a quelli che comporta un sistema tradizionale. Per esempio, per 1 kW di elettricità consumato dal compressore, il calore trasferito all’abitazione va, a seconda delle caratteristiche dell’impianto, dai 3 ai 4 kW (e anche oltre). Il risparmio realizzato può essere anche del 75% rispetto al classico sistema di riscaldamento elettrico per le ragioni sopraccitate, e addirittura aumenta se si pensa che le spese di manutenzione, per esempio di pulitura, sono eliminate. A titolo indicativo, i costi per il riscaldamento e la produzione di acqua calda per un’abitazione di 120 m2, a 700 m di altitudine nella regione della Haute-Loire, si aggirano intorno ai € 30 al mese.

I costi iniziali di installazione si avvicinano a quelli richiesti da un sistema tradizionale di riscaldamento. Tuttavia, i costi di esercizio nettamente inferiori permettono di ammortizzare presto la spesa iniziale.




giovedì 26 giugno 2008

PIAGGIO HyS scooter ibrido della Piaggio:considerazioni e foto




PIAGGIO HyS (Hybrid Scooter)

Da sempre attenta ai temi dell’ambiente e di una mobilità eco-compatibile, Piaggio presenta oggi una motorizzazione ibrida destinata a rivoluzionare il settore della mobilità urbana.

Lo scooter è sinonimo di mobilità urbana: è il mezzo ideale per districarsi rapidamente nel traffico congestionato della metropoli ma anche per piacevoli evasioni nei week-end.
Negli ultimi anni, tuttavia, l’esigenza di ridurre i livelli di emissioni gassose inquinanti ha portato alla creazione di aree a traffico limitato sempre più vaste. Zone da cui spesso anche gli scooter sono stati banditi. Sono nati così i veicoli elettrici, che grazie a un propulsore a “emissioni zero” permettono di circolare ovunque.
Entrambe le motorizzazioni, termica ed elettrica, presentano pregi e difetti che, in molti casi, risultano essere complementari: grande autonomia, potenza e “allungo” per i motori a scoppio, che sono però penalizzati dall’emissione gas di scarico (seppur rigidamente regolamentati dall’attuale normativa Euro 3); emissioni zero e spunto da fermo particolarmente brillante, invece, per i propulsori elettrici che sono peraltro limitati dalla scarsa autonomia delle batterie e da velocità massime contenute.
Con Piaggio HyS non si deve più scegliere tra prestazioni ed ecologia, tra un veicolo per recarsi a lavorare in centro e uno per i percorsi più lunghi, anche extraurbani.
HyS è il rivoluzionario sistema di propulsione ibrida che Piaggio ha sviluppato nell’ottica di una decisiva evoluzione della mobilità urbana, unendo i vantaggi del motore a benzina a quelli del motore elettrico.
HyS non si limita infatti a offrire due distinte possibilità di propulsione, ma le integra in un sofisticato sistema che permette di coniugare la potenza del motore termico e lo spunto di quello elettrico. Questo scooter ibrido non teme i tragitti extraurbani e può viaggiare anche nelle ZTL: due scooter in uno, insomma, per una mobilità pratica, facile, economica e divertente, a 360 gradi.

Due motori in uno

Piaggio HyS è un ibrido di tipo “parallelo” in cui i due motori, elettrico e a scoppio, sono integrati tra loro meccanicamente ed elettronicamente e risultano in grado di fornire simultaneamente potenza alla ruota, dando luogo a una sinergia tecnica vincente.
In questa propulsione integrata termico/elettrica, il motore “termico”, cioè quello a benzina, funziona come un normale motore quattro tempi catalizzato, con ottime prestazioni, emissioni ridotte, bassi consumi e ampia autonomia. Il cambio automatico, l’avviamento elettrico e lo starter automatico garantiscono la consueta vivacità e facilità d’uso sia in città sia nei percorsi extraurbani.
Ma durante il normale funzionamento il motore termico, oltre a garantire le brillanti prestazioni del veicolo, tiene anche sotto carica le batterie destinate ad alimentare l’“anima elettrica” del veicolo, annullando pertanto il limite della loro capacità.
La “collaborazione” tra i due propulsori di HyS non si ferma qui: ogni volta che è richiesta un’accelerazione particolarmente vivace, come accade nelle partenze da fermo, il motore elettrico entra in azione e supporta il propulsore termico, fornendo prestazioni superiori fino all’85% che offrono al veicolo prontezza ed efficacia nei primi metri, cioè proprio quando serve nella guida cittadina.
La sinergia dei due motori, ottenuta attraverso la gestione elettronica integrata, consente di avere non solo migliori prestazioni, ma anche una riduzione dei consumi di benzina (percorrenza fino a 60 km/l) e delle emissioni di CO2, che scendono a soli 40 g/km (valori su utilizzo 65% ibrido e 35% elettrico).
Ma HyS non è soltanto un “comune”, sofisticatissimo sistema di propulsione ibrida: laddove gli altri scooter si fermano, HyS procede spedito e silenzioso, grazie alla possibilità di funzionare con il solo motore elettrico con una autonomia fino a 20 km.
Basta infatti una semplice rotazione del selettore posto sul manubrio per disinserire il motore termico e trasformare HyS in uno scooter totalmente ecologico, uno “Zero Emission Vehicle” che può circolare con pieno diritto in tutte le zone interdette ai motori a scoppio. Un’altra rotazione del selettore e ogni problema di autonomia scompare: il motore termico si risveglia e torna ad essere il propulsore principale del veicolo, ricaricando le batterie mentre si percorrono zone aperte al normale traffico veicolistico.
Una volta in garage si può scegliere di ricaricare le batterie attraverso la rete elettrica, con il caricabatterie a 220V integrato nell’elettronica di bordo. Così facendo si riducono le spese di esercizio, visto il costo inferiore dell’energia elettrica rispetto a quello della benzina.

Tanta tecnologia a portata di mano

Pur adottando soluzioni tecnologiche innovative, di assoluta avanguardia, HyS è estremamente facile e intuitivo nell’utilizzo.
Il guidatore, oltre a gestire il veicolo per mezzo dei normali comandi (acceleratore, freno e comandi ausiliari al manubrio), ha a disposizione un apposito selettore per impostare le diverse modalità operative: tre ibride, il puro elettrico e la retromarcia.
Nelle prime tre modalità, HyS gestisce la potenza erogabile dai due motori (termico ed elettrico) per mezzo di un sistema di tipo Drive-By-Wire: la richiesta di coppia da parte del pilota, che agisce su acceleratore e freno, viene infatti elaborata dal sistema integrato di gestione elettronica (SGE) che, sulla base di diversi parametri (per esempio lo stato di carica delle batterie), ripartisce opportunamente la potenza tra i due motori. In condizioni di decelerazione e frenata, il sistema di controllo recupera e accumula energia nella batteria; energia che nei normali veicoli viene perduta.
Le modalità ibride sono state pensate nell’ottica di ottimizzare le prestazioni, i consumi e la carica delle batterie dello scooter.
In modalità puro elettrico, invece, HyS disinserisce il motore a scoppio, trasformandosi in un silenzioso veicolo elettrico a zero emissioni gassose.
Particolarmente utile nelle manovre di parcheggio è infine la modalità retromarcia, che utilizza la spinta del propulsore elettrico.
Inoltre il controllo di tipo Drive-By-Wire, non solo consente al sistema di controllo la gestione più opportuna dell'erogazione di potenza combinata dei due motori, ma “obbliga” anche il motore termico a lavorare nei punti di massima efficienza, riducendo così il consumo specifico, con evidenti vantaggi in termini di minor consumo e di minori emissioni.

Tanta tecnologia c’è ma… non si vede. Dal punto di vista estetico i tre modelli HyS sono identici ai veicoli a propulsione “tradizionale” da cui derivano.
Su X8 e MP3 le batterie di trazione sono infatti state “nascoste” nel vano sottosella, che mantiene uno spazio sufficiente ad alloggiare un casco e altri oggetti. Sulla Vespa LX, invece, lo spazio di carico per il casco è offerto con l’aggiunta di un comodo bauletto posteriore.
Il livello di carica delle batterie è sempre sotto l’occhio del conducente, grazie a un indicatore integrato nel cruscotto. La ricarica tramite rete elettrica avviene semplicemente attraverso un normale cavo elettrico da inserire, a quadro spento, nell’apposita presa. Il tempo di ricarica è di circa 3 ore.

Fonte: http://www.piaggiogroup.com/news/2007/piaggio_hys_hybrid_scooter_.htm
ma ecco alcune foto del motore: (notate gli avvolgimenti di rame del rotore)
L'accoppiamento mi sembra parallelo.

mercoledì 25 giugno 2008

In memoria di Giovanni Lindo Ferretti

Dopo un passato nell'estrema sinistra extra-parlamentare di Lotta Continua, negli ultimi anni ha riscoperto le proprie origini cattoliche ed ha maturato idee politiche che lo hanno portato a votare per la coalizione di centro-destra nelle elezioni dell'aprile 2006. In un'intervista di Antonio Socci pubblicata dal quotidiano Libero Ferretti dichiara la scoperta dei testi del neo eletto papa Ratzinger e di cattolici come don Giuseppe Dossetti. Grazie all'incontro con il movimento di Comunione e Liberazione, ha partecipato all'edizione 2007 del Meeting di Rimini, parlando ad un incontro sui preti della Fraternità Sacerdotale di San Carlo Borromeo. Durante l'8 Marzo del 2008 Ferretti ha partecipato ad una manifestazione indetta dalla lista antiabortista Pro-life creata da Giuliano Ferrara, pronunciando un discorso a favore delle istanze di tale movimento politico. [1]

Ciao Giovanni Ti ricorderemo sempre così:






martedì 24 giugno 2008

Finanziamo chi acquista un auto elettrica in Basilicata

Propongo l'incentivo da parte della regione Basilicata per chi acquista un auto elettrica.

L'incentivo dovrebbe essere simile a quello che hanno fatto a Modena e si articolerebbe in due punti:

1 Dovrebbero venire esclusi dagli incentivi i veicoli ibridi, quei mezzi cioè che dispongono sia del motore tradizionale che di quello elettrico, perché ritenuti meno ecologici degli elettrici puri.

2 Si dovrebbero incentivare solo auto elettriche e non bici elettriche e altri ''giocattoli'' in più si dovrebbero finanziare almeno 350.000 euro. L’entità del contributo dovrebbe ammontare al 35% della spesa sostenuta, fino ad un massimo di oltre 5.000 euro per un autoveicolo.

Ecco perchè finanziare un auto elettrica come quella che commercializza la atea

auto che sarebbe già una valida alternativa a quelle con il motore a scoppio. Riporto dal sito le informazioni riguardo l'auto elettrica:

il veicolo elettrico presenta una serie di vantaggi peculiari che lo rendono particolarmente attraente per il traffico cittadino: emissioni nulle, silenziosità, maggior efficienza nei tragitti “stop and go”.

Impatto sui consumi elettrici

Anche un’introduzione consistente di veicoli a trazione elettrica, avrebbe un impatto assai modesto sui consumi energetici. Un’auto elettrica per percorrere 1 chilometro consuma quanto 2 lampadine da 100 W accese per 1 ora. L’introduzione di 1 milione di veicoli elettrici in Italia, incrementerebbe i consumi di energia di circa 5000 MWh al giorno cioè l’equivalente dello 0.8% dei consumi totali.

Il veicolo elettrico

ATEA S.p.A.di Bardello (VA) è oggi in grado di produrre veicoli a trazione elettrica dal funzionamento sicuro ed affidabile. I veicoli elettrici prodotti da ATEA S.p.A. sono alimentati da una batteria al sodio-nichel cloruro in grado di erogare un’energia di circa 20 kWh e una tensione di oltre 250 V.

Le batterie al sodio-nichel cloruro sono state sviluppate a partire dalla metà del 1970. Attualmente sono sviluppate e commercializzate dall'azienda svizzera MES-DEA SA con il nome ZEBRA, acronimo per "Zero Emission Battery Research Activity" (Attività di Ricerca per Batterie a Zero Emissione). La tecnologia è molto promettente poiché, a parità d'energia, il peso della batteria (165 kg) ècirca un quarto rispetto ad una batteria al piombo-acido.

Con questo tipo di batteria il veicolo può avere un’autonomia di 120 km ed è in grado di raggiungere una velocità massima di 120km/h. In Italia il 30% circa degli spostamenti in auto in ambito cittadino copre una distanza inferiore ad 1 km, il 50% inferiore a 3 km e l’80% inferiore a 10 km, quindi l’autonomia garantita è più che sufficiente a coprire qualsiasi esigenza. La ricarica della batteria avviene attraverso una normale presa di tensione a 220 V e il tempo necessario per la ricarica completa è di circa 8 ore. Durante le operazioni di ricarica della batteria, non vengono emessi gas nocivi per l’ambiente. Il costo dell’energia elettrica necessaria per la ricarica completa della batteria è di circa € 2,00. Il costo per percorrere 120 km con un veicolo elettrico è di € 2,00; la stessa distanza percorsa con un veicolo tradizionale alimentato a benzina ha un costo di circa € 10.00. In caso di sostituzione, i materiali costituenti la batteria sono completamente riciclabili o di innocuo smaltimento (ceramica, acciaio, sale).

ATEA S.p.A., accreditata presso il Ministero dei Trasporti Italiano, ha la possibilità di produrre in piccola serie (500 pezzi/anno) Panda elettriche in versione berlina e Van 2 posti.

ATEA S.p.A. ha ottenuto il nulla osta alla conversione in veicolo elettrico per Renault Twingo; i veicoli possono essere omologati e successivamente immatricolati in unico esemplare.

L'auto elettrica è il futuro e con le prossime batterie della Bollorè diventerà anche conveniente effettuare dei retrofit elettrici cioè la conversione di veicoli esistenti in veicoli elettrici.

Ecco dal sito di Repubblica l'auto Bollorè (batterie) - Pininfarina (tutto il resto).

I tempi di carica per rifare un pieno completo sono di circa 5 ore,
ma con soli 5 minuti di ricarica la vettura può percorrere 25 km

Ecco l'auto elettrica Pininfarina
Nascerà a Torino con la Bolloré

di VINCENZO BORGOMEO



Un disegno del prototipo Blue Car della Bolloré dal quale deriverà dal punto di vista meccanico l'auto elettrica Pininfarina


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E' ufficiale: torna l'auto elettrica. E torna dalla porta principale, grazie ad un maxi accordo (società paritaria e 150 milioni di investimento) fra il colosso francese Bollorè e la Pininfarina.

La macchina non sarà infatti una "golf car" né una "vetturetta" per 14enni ma una vera berlina, con tanto di nobile marchio Pininfarina sul cofano. Avrà quattro posti e avrà un'autonomia di 250 km su percorsi urbani, quelli più difficili, perché pieni di accelerazioni e frenate.

Il segreto di questa super auto elettrica (che non ha altri motori, quindi è una pura Zero Emission Vehicle) sta tutto nel suo cuore fatto di rivoluzionarie batterie Lithium Metal Polymere sviluppate proprio dal Gruppo Bollorè.

Al gruppo francese hanno lavorato 15 anni per realizzarla e per questo hanno creato specifiche fabbriche in Gran Bretagna (Erguè-Gaberic) e nel Canada (Montreal): il risultato è quello di disporre di una densità di energia elevata e di una durata di vita importante che permette ad un veicolo equipaggiato di percorrere più di 200.000 km.

La tecnologia Lithium Metal Polymere è una tecnologia "solida". Non necessita infatti di alcun liquido, cosa che evita ogni fenomeno di fuoriuscita che possa causare surriscaldamenti e incendi. La stabilità dei materiali contribuisce alla sicurezza della batteria con temperature di auto-infiammazione superiore a 200 gradi centigradi e senza alcuna possibilità di esplosione.

"La grande capacità della nuova batteria permetterà all'auto elettrica - spiegano alla Pininfarina - di avere una partenza molto rapida (4,9 secondi per raggiungere i 50 km/h), di sorpassare in tutta sicurezza ogni veicolo grazie alle sue accelerazioni e di raggiungere la velocità massima di 130 km/h. Questa vettura è, inoltre, interamente automatica. L'auto può essere ricaricata su qualunque presa elettrica utilizzata per le abitazioni. I tempi di carica per rifare un pieno completo sono di circa 5 ore, ma con soli 5 minuti di ricarica la vettura può percorrere 25 km. Esiste già un certo numero di prese di ricarica elettrica situate nelle vie delle grandi città del mondo, ma con lo sviluppo delle vendite, le municipalità, le stazioni di servizio e i parcheggi se ne equipaggeranno".

Il prototipo Pininfarina Nido del 2004


Ma come sarà e, soprattutto, quando arriverà tanta meraviglia? Alla prima domanda è difficile rispondere perché tutto è avvolto dal più totale segreto. Di certo la vetturetta sarà molto simile come volumi - la meccanica è la stessa - alla Blue Car della Bolloré che illustriamo in queste pagine, ma non mancheranno ovviamente ispirazioni stilistiche alla Nido, la concept car che Pininfarina presentò nel 2004.

Alla seconda domanda, sulla data di commercializzazione, è più facile rispondere: non prima di due anni e mezzo, anche se sarà venduta contemporaneamente in Europa, negli Stati Uniti e in Giappone, ma il prezzo è tutto da definire, anche se le prime indiscrezioni parlano di circa 20 mila euro con una stima produttiva di 15.000 vetture all'anno. Gli ambientalisti sono già in festa.
(21 dicembre 2007)

domenica 22 giugno 2008

Sistemi Fotovoltaici a Concentrazione RawSolar (USA) VS Suntogrid(Italia)

Un sistema Fotovoltaico a concentrazione è un sistema formato da una grande superficie di specchi (o lenti) che concentra la luce solare su una ridotta superficie di celle fotovoltaiche ad elevata efficienza.
Adesso ce ne sono molti di questi sistemi ma i migliori sono due uno italiano e uno statunitense.
Di quello italiano non se ne hanno più notizie l'ultima riportava:"" L'idea è italiana, diretta da Giuliano Martinelli che ha Ferrara ha creato un'equipe di 30 ricercatori, è stata in grado di attirare l'attenzione di colossi come STMicroelectronics.
Nel consorzio operativo sono presenti anche l'Enel, l'Enea, il CNR per un totale di 24 partners.""
Per info il seguente link http://ws.fe.infn.it/fotovoltaico/index.php
Mentre quello statunitense è già in vendita (per info http://www.raw-solar.com/

Ricordo alcune parole di Rubbia: Se non le facciamo noi le rinnovabili le faranno gli Americani...

Ecco il video esplicativo del Raw Solar:




giovedì 19 giugno 2008

I giovani Diaframma

Diaframma - I Giovani.mp3 -

I giovani i giovani
sono venuti a cercarmi
ma io non ero a casa.
I giovani i giovani
sono venuti a cercare
me,
hanno sfondato la porta
hanno deriso il mio letto prigione
mi hanno detto
cosa fai li dentro
ma perche' ti nascondi
fuori il mondo cammina e va avanti
senza te
senza te.

Quando lei se ne ando'
io decisi che forse era meglio
lasciare la mia porta aperta
e aspettare che l'amore
ritornasse insieme al suo volto
da me.

Ma vennero ladri
vennero ladri e puttane
a prendersi tutto quello che avevo
che volete da me
io non vi ho mai voluto al mio fianco
che volete
da me.

Poi un giorno pensai
che forse era meglio gettare alle ortiche
tutto quanto il passato
ma chi se ne importa
e lei chissa' se ancora ci pensa
se pensa a me.
Ho aperto i miei occhi
spalancato le gambe e le braccia
e sentivo milioni di anni
di sconfitte e di marmo
teso contro la mia povera pelle.

Poi un giorno ancora
due labbra diventare un sorriso
e un giorno i giovani
sono tornati ad amare, me... me.

lunedì 16 giugno 2008

illuminazione a led: il futuro della luce (e in Basilicata quando la facciamo?)

La tecnologia LED (Light Emission Diode) per illuminazione, ha origine dall’elettronica consumer utilizzata per piccoli indicatori e spie luminose di tutti gli oggetti elettronici.

Questa luce, viene generata elettronicamente da un particolare componente (Diodo) di silicio e amplificata da una lente in plastica.

Sono quindi fonti luminose, puntiformi, cioè la diffusione della luce avviene con angoli fissi relativamente stretti.
La forma e la colorazione del LED è data dalla lente in plastica che racchiude il componente di Silicio.

I diodi LED per l’illuminazione, presentano il vantaggio di avere una alimentazione diretta, cioè non necessitano di riscaldatori o accenditori, hanno una luce ed un consumo costante.

Possono essere alimentati a tensione 12 - 24 - 120 -220 Volt, sia in tensione continua che alternata ed essere forniti con differenti colorazioni, Bianco Warm , Bianco Cool, Verde, Giallo, Rosso, Blu.

In funzione del colore, la resa luminosa per singolo led è la seguente :

Bianco Warm = 15 lumen Rosso = 3 lumen Verde = 13 lumen

Bianco Cool = 15 lumen Blu = 5 lumen Giallo = 3 lumen

Rispetto ai classici sistemi d’illuminazione, i diodi LED si differenziano per avere una emissione luminosa direttiva, con angoli di emissione variabile da 30° a 120°.

Questo porta diversi vantaggi:

- Il costo e l’ingombro del lampione sono più ridotti.

- L’inquinamento luminoso è molto ridotto e facilmente controllabile.

- L’efficienza d’illuminazione è molto maggiore

L’Efficienza Luminosa è riferita a sorgenti luminose artificiali di tipo elettrico ed esprime il rapporto tra il flusso luminoso totale emesso da una sorgente e la potenza in ingresso della sorgente stessa. Si esprime in lumen/watt.
La Potenza Equivalente è una tabella di comparazione, a parità di resa di illuminazione, il consumo energetico per ogni tipo di sorgente luminosa

Tipo di sorgente luminosa

Efficienza Luminosa

Potenza Equivalente (W)

Lampade a LED

Lampade Sodio bassa pressione (SOX )

Lampade fluorescenti (neon)

Lampade a vapori di Mercurio

Lampade ad incandescenza

230

150

80

50

12,5

5,5

8,33

15,6

20

100


Per Uso Civile si intendono tutte quelle applicazioni private d’illuminazione.

Le nuove tecniche costruttive, permettono di realizzare vere e proprie lampadine a diodi led, immediatamente sostituibili alle lampade d’illuminazione classica ad attacco a vite.

La luce calda e le varie sfumature, permettono di creare luce in ambienti particolari, inoltre l’intensità luminosa può essere facilmente regolata con il cambio della corrente di alimentazione.

Il maggior costo della lampada iniziale, è compensato dalla lunga durata, maggiore di 10 volte rispetto alle classiche lampade a incandescenza, mentre il vantaggio di una luce ad intensità stabile, è la caratteristica migliorativa rispetto alle lampade a basso consumo, le quali necessitano di un tempo di riscaldamento per avere la massima resa luminosa.

Sono disponibili lampade ad attacco Edison con potenze da 2W a 12W, con rese di luminosità pari a lampade con potenza di dieci volte superiori.
Inscatolando una serie di LED all’interno di contenitori compatibili alle classiche lampade o fari, è possibile realizzare ogni forma di illuminazione

La circolazione stradale è governata da sistemi semaforici, e la segnalazione di pericoli stradali, viene assicurata da lampeggianti. Questi oggetti devono avere una altissima affidabilità, così che a tutt’oggi le lampade ad incandescenza, non sono state sostituite da altri sistemi d’illuminazione.

La bassa resa di queste lampade, rendono i sistemi semaforici, altamente energivori.

La sostituzione delle lampade ad incandescenza con lampade a diodi, porta grossi vantaggi, sia per quanto riguarda l’affidabilità, sia per il più basso consumo energetico.

Semafori e Lampeggianti - Vantaggi della tecnologia LED
- Consumo inferiore di corrente elettrica del 80%
- Maggior sicurezza e risparmio sulla manutenzione.
- La luce prodotta con la tecnologia LED è monocromatica, in qualsiasi colore; questo consente di avere una luce più intensa, armoniosa e brillante di quelle delle lampade a incandescenza.

Le lampade utilizzate hanno attacco tipo E27 e quindi perfettamente intercambiabili con le tradizionali lampade ad incandescenza pertanto è possibile la sostituzione anche sugli impianti classici, senza sostituzioni e nuovi investimenti

Lampioni stradali a LED

Analogamente è possibile la sostituzione della illuminazione notturna, con lampade a multi LED, che permettono di avere un valore d’illuminazione compatibile con le normative vigenti (30 lux).

L’uso di pannelli a multi LED, permette di realizzare nuove soluzioni architettoniche e sistemi d’illuminazione più ergonomici.

Tre sono i principali vantaggi derivati dall’utilizzo di questa tecnica d’illuminazione:

1) Riduzione dei consumi, infatti a parità di resa luminosa, i sistemi a LED hanno un consumo del 40% in meno rispetto agli attuali sistemi d’illuminazione a basso consumo (lampade al Sodio a bassa Pressione).

2) Nessuna manutenzione, in quanto i sistemi a LED hanno una vita minima di 50.000 ore (pari a 9 anni di utilizzo).

3) Minimo inquinamento luminoso, in quanto l’emissione direzionale riduce l’effetto dovuto alla luce riflessa.

Adesso ecco cosa hanno fatto a Torraca:
Convegno con economisti e esperti del settore Il sindaco: così tagliamo il 65% delle spese
Il paese-laboratorio della luce per il futuro si trova nel cuore della provincia salernitana. Torraca, 1400 abitanti che da agosto si serve solo della luce dei led, è diventata un grande centro di sperimentazione permanente. È il risultato già raggiunto dalla piccola comunità cilentana e dalla Cree, la multinazionale americana che ha pubblicamente approvato il lavoro compiuto dal sindaco Daniele Filizola con l’illuminazione con i led.
«Apprezziamo l'opera di questa piccola comunità - ha commentato soddisfatto Greg Merritt, direttore marketing dell'azienda statunitense - e il compito realizzato continua un processo iniziato negli Usa». Grazie all'attenzione ottenuta per il premio nazionale di Ecomondo per la luce a led, che riduce del 65% la spesa dell'illuminazione pubblica, gli interessamenti sono in forte crescita, tanto che la Cree corporation, colosso americano - nonostante la giornata dello sciopero nazionale dei trasporti che ha penalizzato l'intero paese - ha deciso di esserci. L'incontro, moderato da Pierangelo Piegari, giornalista del Tg1 e voluto dal comune e dall'Elettronica Gelbison, azienda di Ceraso che ha realizzato le luci, ha analizzato i problemi progettuali, la sicurezza, gli aspetti economici, giuridici e l'inquinamento luminoso, senza dimenticare le norme illuminotecniche europee ed il finanziamento per riprodurre il caso di Torraca, la prima Led City al mondo.
Emozionato il giovane sindaco Filizola ha ricordato che risparmiare il 65% dei consumi e raggiungere un'elevata efficienza ed affidabilità, sono successi che fanno gola un po' a tutti. «La sua durata è superiore a quella delle classiche sorgenti luminose -spiega Filizola che a 37 anni è al secondo mandato -. C'è minor manutenzione poiché le lampade durano 10 anni invece che tre, con conseguente risparmio, tra l'altro senza inquinamento luminoso». «Siamo passati da lampade di 150 watt a quelle di 36». L'impianto dei 600 punti luce è costato 200.000 euro; si prevede in 7 anni il rientro del capitale investito.
Il comune imprenditore aderisce al progetto "Comuni Azzero CO2" e, con il Conto Energia del ministero dell'Ambiente, ha realizzato ben 4 impianti fotovoltaici che faranno incassare circa 50.000 euro all'anno, utili destinati per migliorare il paese.
Il professor Luciano Di Fraia, docente di Illuminotecnica presso l'Università di Napoli e collaudatore dell'impianto, ha spiegato che siamo solo nel mezzo di un cammino di perfezionamento, "con i led si registra l'assenza di materiale nocivo per l'uomo (raggi ultravioletti o infrarossi) ed una maggiore durata". Ha inoltre sottolineato che ci sono ancora delle soglie di miglioramento da raggiungere.

Qualche sindaco lucano che va a farsi una bella gita a Torraca.