Energia a gradiente salino detta anche energia osmotica è l'energia ottenuta dalla differenza nella concentrazione del sale fra l'acqua di mare e l'acqua dolce (per esempio alla foce di un fiume).La quantità di energia ottenibile con questo procedimento è significativa. Nei Paesi Bassi, ad esempio, dove più di 3.300 /m3 al secondo di acqua dolce sfociano in mare, l'energia potenziale è di 3.300 MW, in base a una produzione di 1 MJ/m3 d'acqua dolce.
Entrambi I procedimenti si basano sull’osmosi mediante membrane ad ioni specificia ioni specifici. Il prodotto di scarto di questo processo è acqua salmastra.
L'efficacia della tecnologia dell'elettrodialisi inversa è stata confermata in prove di laboratorio. Un tempo il costo della membrana era un forte ostacolo. Una nuova membrana, più economica, formata da plastica polietilene modificata elettricamente, l'ha resa adatta per un potenziale uso commerciale.
Dal 2005 è attivo un impianto sperimentale da 50 kilowatt è situato in un sito-test costiero in Harlingen, Paesi Bassi.
Dalla foce dei fiumi una nuova fonte di energia pulita
La differenza di salinità presente alla foce dei fiumi, dove l'acqua dolce si incontra con l'acqua marina salata, è una fonte di energiapulita ancora quasi del tutto inutilizzata. Ma qualcosa sta cambiando. L'azienda norvegese Statkraft è pronta ad utilizzare questa fonte di energia costruendo una vera e propria centrale elettrica che sarà situata a Tofte, una cittadina costiera vicino a Oslo e che sarà il primo prototipo di centrale a energia osmotica su larga scala.
Questa energia pulita è chiamata energia a gradiente salino o, appunto, energia osmotica e sfrutta il flusso spontaneo dell'acqua da una soluzione a concentrazione minore (acqua dolce) verso una più concentrata (acqua salata). Utilizzando questa diversa fonte di energia in tutto il mondo si potrebbe arrivare a fornire fino al 7 per cento del fabbisogno energetico globale, senza tra l'altro causare danni all'ambiente e all'ecosistema.
Cercavo qualcosa di fattibile nell'immediato per limitare l'influenza della chiesacattolica®. Questo è sicuramente un ottimo inizio: http://www.uaar.it/laicita/otto_per_mille/
COSA SIGNIFICA “OTTO PER MILLE”?
Con il Concordato del 1929 lo stato italiano si impegnò a pagare direttamente lo stipendio al clero cattolico, con il meccanismo della congrua. Ritenendolo datato, nell’ambito delle trattative per il “nuovo” Concordato si decise un nuovo meccanismo di finanziamento alla Chiesa cattolica, solo in apparenza più democratico e trasparente in quanto allargato alle altre religioni: lo stato decideva di devolvere l’8 per mille dell’intero gettito IRPEF alla Chiesa cattolica (per scopi religiosi o caritativi) o alle altre confessioni o allo stato stesso (per scopi sociali o assistenziali), in base alle opzioni espresse dai contribuenti sulla dichiarazione dei redditi.
IL TESTO DELLA LEGGE
L’otto per mille è normato dalla legge 222/85.
COME FUNZIONA IL MECCANISMO?
Ogni cittadino che presenta la dichiarazione dei redditi può scegliere la destinazione dell’8 per mille del gettito IRPEF tra sette opzioni: Stato, Chiesa cattolica, Unione Chiese cristiane avventiste del 7° giorno, Assemblee di Dio in Italia, Unione delle Chiese Metodiste e Valdesi, Chiesa Evangelica Luterana in Italia, Unione Comunità Ebraiche Italiane.
In realtà nessuno destina il proprio gettito: il meccanismo assomiglia di più ad un gigantesco sondaggio d’opinione, al termine del quale si “contano” le scelte, si calcolano le percentuali ottenute da ogni soggetto e, in base a queste percentuali, vengono poi ripartiti i fondi.
Come se non bastasse, la mancata formulazione di un’opzione non viene presa in considerazione: l’intero gettito viene ripartito in base alle sole scelte espresse.
Alcune confessioni, più coerentemente, lasciano allo Stato le quote non attribuite, limitandosi a prelevare solo quelli relativi ad opzioni esplicite a loro favore: cosa che NON fa la chiesa cattolica, ottenendo un finanziamento quasi triplo rispetto ai consensi espliciti ottenuti a suo favore.
ECCO PERCHÉ È IMPORTANTE COMPILARE QUESTA SEZIONE DELLA DICHIARAZIONE DEI REDDITI.
Qualora il contribuente non sia tenuto alla presentazione della dichiarazione, può comunque effettuare ugualmente la scelta della destinazione dell’8 per mille consegnando il CUD in una busta chiusa agli enti preposti alla raccolta (in un ufficio postale, banca etc…).
LA DISTRIBUZIONE DEL GETTITO
Il Ministero delle Finanze, già restìo a fornire statistiche in merito (comunica i dati alle sole confessioni religiose, che ne danno notizia con estrema riluttanza), è peraltro estremamente lento nel diffondere i dati. Le ultime comunicazioni ufficiali e definitive si riferiscono incredibilmente alle dichiarazioni dei redditi del 2003 (redditi 2002).
Questa la distribuzione: 89,16% Chiesa Cattolica 8,38% Stato 0,55% Valdesi 0,39% Comunità Ebraiche 0,27% Luterani 0,22% Avventisti del settimo giorno 0,07% Assemblee di Dio in Italia
Si noti che, in tale occasione, su oltre trenta milioni di contribuenti solamente il 39,52% ha espresso un’opzione: solo il 35,24% della popolazione, quindi, ha espresso una scelta a favore della Chiesa cattolica. Per dare un’idea dell’enormità della cifra corrisposta grazie a questo meccanismo, la Conferenza Episcopale ha disposto nel 2006 di contributi per 930 milioni di euro.
COME VENGONO SPESI QUESTI SOLDI?
* CHIESA CATTOLICA Nato come meccanismo per garantire il sostentamento del clero, tale voce è diventata, percentualmente, sempre meno rilevante (il 36,1% del totale). Parrebbe infatti che la Chiesa cattolica prediliga destinare i fondi ricevuti dallo Stato alle cosiddette “esigenze di culto” (42,9%): finanziamenti alla catechesi, ai tribunali ecclesiastici, e alla costruzione di nuove chiese, manutenzione dei propri immobili e gestione del proprio patrimonio. Ovvio che non vedremo mai alcuno spot su queste tematiche: ai tanto strombazzati aiuti al terzo mondo, cui è dedicata quasi tutta la pubblicità cattolica, va - guarda caso - solo l’8,6% del gettito. Maggiori informazioni sono disponibili sul sito www.8xmille.it nel quale, cliccando di seguito sulle sezioni “rendiconto” e “scelte per la chiesa cattolica”, si accede a una pagina che riporta le percentuali di scelta di fantomatici contribuenti senza specificare se siano la totalità o si tratti solo di coloro effettivamente firmano per destinare l’Otto per Mille. * STATO Lo Stato è l’unico competitore per l’otto per mille che rifiuta di farsi pubblicità. Il Governo dedica alla gestione dei fondi di pertinenza statale una sezione del suo sito internet. * CHIESA VALDESE Rifiuta di destinare i fondi ottenuti alle esigenze di culto e al sostentamento del clero. Per maggiori informazioni vai su www.chiesavaldese.org. * LUTERANI Una parte dei fondi viene utilizzata per il sostentamento dei pastori. Per maggiori informazioni vai su www.elki-celi.org. * COMUNITÀ EBRAICHE I fondi sono utilizzati per «…solidarietà sociale, attività culturali, restauro patrimonio storico, sostegno ad attività giovanili, strutture ospedaliere per la cittadinanza, cultura della memoria, lotta a razzismo e pregiudizio». Per maggiori informazioni vai su www.ucei.it. * CHIESE AVVENTISTE Rifiutano anch’esse di destinare i fondi ottenuti alle esigenze di culto e al sostentamento del clero. Per maggiori informazioni vai su www.avventisti.it. * ASSEMBLEE DI DIO I fondi sono destinati esclusivamente alle missioni e alla beneficienza. Per maggiori informazioni vai su www.adi-it.org.
PERCHÉ ABROGARE IL MECCANISMO?
* perché il meccanismo doveva essere basato sulla volontarietà, ma la ripartizione delle scelte inespresse vìola, di fatto, questo principio; * perché è un finanziamento a fondo perso a favore di confessioni religiose che si dovrebbero autofinanziare. Soprattutto nel caso della Chiesa cattolica, gran parte di questi contributi non ha alcuna utilità sociale; * perché è una partita truccata: a differenza delle confessioni religiose, lo Stato italiano non fa alcuna pubblicità per sé e non informa su come destina questi fondi. Quando nel 1996 il ministro Livia Turco propose di destinare i fondi di competenza statale all’infanzia svantaggiata, il “cassiere” della Conferenza Episcopale Italiana Nicora reagì duramente, sostenendo che «lo Stato non deve fare concorrenza scorretta nei confronti della Chiesa»; * perché è una partita a cui non tutti possono giocare: sono ammesse solo le confessioni sottoscrittrici di un’Intesa con lo Stato. Ecco perché la Chiesa, attraverso i parlamentari cattolici, blocca l’accordo (già sottoscritto) con i Testimoni di Geova e impedisce l’avvio di trattative con gli islamici: i fedeli di queste religioni, ben disciplinati, grazie al meccanismo delle scelte inespresse porterebbero alle loro gerarchie una contribuzione ben superiore alla loro percentuale reale, con un danno valutabile in centinaia di milioni di Euro per la Chiesa cattolica. * perché è un meccanismo non chiaro, che trae in inganno non solo il semplice cittadino ma anche la persona colta. Un giornalista Rai ha dovuto addirittura scusarsi in diretta per la sua non conoscenza del meccanismo; * perché lo Stato, erogando questi finanziamenti, è costretto a cercarsi altre entrate con nuove forme di tassazione della popolazione.
MA SI PUÒ ABROGARE? O NON PAGARE? E COME?
L’Associazione per lo Sbattezzo ha lanciato da diversi anni un’iniziativa per l’obiezione fiscale: maggiori informazioni sul loro sito.
L’UAAR ha anch’essa più volte criticato e chiesto modifiche alla normativa: resta il fatto che un cambiamento è fattibile solo attraverso una modifica della legge.
ALTRI CONTRIBUTI PUBBLICI ALLA RELIGIONE CATTOLICA
* sempre con la dichiarazione dei redditi, è possibile dedurre dal proprio reddito versamenti alle chiese fino all’ammontare di due milioni di vecchie lire, intorno ai mille Euro; in proposito, rileviamo come il numero di offerte per il sostentamento dei sacerdoti sia calato, negli ultimi nove anni, del 14%, con conseguenti minori entrate del 18%; * pagamento pensioni al clero: un fondo speciale dal disavanzo perennemente in rosso. Fortunatamente, con la Finanziaria 2000 si è intervenuti almeno su questi, innalzando a 68 anni l’età pensionabile e aumentando i contributi a carico dei sacerdoti; * esenzione fiscale totale, comprese imposte su successioni e donazioni, per le parrocchie e gli enti ecclesiastici; * pagamenti degli stipendi agli insegnanti di religione, nominati dai vescovi: incidono per più di 1.000 miliardi (delle vecchie lire) sul bilancio statale; * finanziamenti alle scuole cattoliche; * in varie Regioni, parte degli oneri di urbanizzazione a disposizione dei Comuni deve essere destinata agli «edifici di culto». Non solo. Recentemente sono state stipulate intese ad hoc tra diverse Giunte e Conferenze episcopali regionali che hanno riguardato anche i beni culturali ed ecclesiastici, il turismo religioso e la retribuzione del personale ecclesiastico presente negli ospedali. Per sensibilizzare la popolazione su questo tema l’UAAR ha recentemente lanciato la sua «campagna oneri». * contributi agli oratorî: concessi da diverse regioni, nel maggio 2001 sono stati presentati due disegni di legge (identici) da parte di alcuni parlamentari dell’UDC. Nel luglio 2003 tali testi, dopo alcune modifiche, sono diventati legge. Contro il provvedimento si sono espressi ben pochi parlamentari: tra i contrari Tiziana Valpiana, la cui dichiarazione di voto contrario alla Camera dei deputati contiene importanti dichiarazioni sulla necessità di una effettiva parità tra credenti e non credenti.
Per un quadro di insieme vai al documento Quanto costa allo stato il finanziamento della chiesa Cattolica, di Marcello Vigli, presente sul nostro sito.
Nell’ambito del Decreto Fiscale collegato alla Legge Finanziaria 2006, il Parlamento ha introdotto l’esenzione ICI (Imposta Comunale sugli Immobili) per gli immobili adibiti a scopi commerciali per la Chiesa (ulteriormente estesa alle associazioni no-profit). Secondo stime dell’ANCI, il provvedimento avrebbe comportato minori entrate per i Comuni nell’ordine di 700 milioni di Euro. Il d.l. 223 del 4 luglio 2006 ha successivamente eliminato tale esenzione. La sua formulazione («Attività di natura esclusivamente commerciale»), tuttavia, di fatto vanifica il provvedimento e mantiene in vigore tale privilegio: è infatti sufficiente che all’interno dell’immobile destinato ad attività commerciale si mantenga una piccola struttura destinata ad attività religiose.
OTTO PER MILLE INFORMATI
Nell’aprile 2007 l’UAAR, prendendo atto della diffusa mancanza di conoscenza del meccanismo tra la popolazione, nonché del completo disinteresse da parte delle istituzioni a porvi rimedio, ha avviato autonomamente una propria campagna di informazione: «Otto per mille informati».
CINQUE PER MILLE
Con la dichiarazione dei redditi 2006 il governo ha introdotto una nuova possibilità: la destinazione del cosiddetto “Cinque per mille” del gettito IRPEF (completamente indipendente dall’Otto per mille).
Nato in origine per finanziare la ricerca scientifica, si è poi inopinatamente allargato ad altri scopi.
In breve, il funzionamento è questo:
* se il cittadino non sceglie, il cinque per mille della sua IRPEF rimane nel bilancio dello Stato; * se il cittadino intende invece “destinare” il suo cinque per mille, può scegliere tra una delle seguenti categorie: 1. sostegno delle ONLUS (Organizzazioni non lucrative di utilità sociale) di cui all’art. 10 del decreto legislativo 4 dicembre 1997, n: 460, e successive modificazioni, nonché delle associazioni di promozione sociale iscritte nei registri nazionale, regionali e provinciali, previsti dall’art. 7, commi 1 2 3 e 4, della legge 7 dicembre 2000, n. 383, e delle associazioni riconosciute che operano nei settori di cui all’art. 10, comma 1, lettera a), del decreto legislativo 460 del 1997; 2. finanziamento agli enti della ricerca scientifica e dell’università; 3. finanziamento agli enti della ricerca sanitaria. * il cittadino ha anche la possibilità di indicare un beneficiario specifico. In questo caso deve scrivere il codice fiscale di tale soggetto beneficiario.
Dalla dichiarazione dei redditi 2008 è possibile destinare il proprio Cinque per Mille all’UAAR. Per farlo, è sufficiente:
* apporre la propria firma nel riquadro “Sostegno del volontariato, delle associazioni non lucrative di utilità sociale, delle associazioni di promozione sociale, delle associazioni riconosciute che operano nei settori di cui all’art. 10, c.1, lett a), del D.Lgs. n. 460 del 1997”; * riportare il codice fiscale dell’UAAR (92051440284) nello spazio collocato subito sotto la firma.
Maggiori informazioni, tra cui l’elenco completo dei possibili beneficiari, sono disponibili su una pagina del sito dell’Agenzia delle Entrate.
Anche un'altra società italiana sta sperimentando un sistema d'eolico d'alta quota:la Zanettistudios, società di consulenza e sviluppo con il sistema TWIND.
L’energia cinetica è una forma di energia posseduta da un corpo in del suo virtù movimento e questa varia in proporzione al quadrato della velocità. L'energia cinetica di un corpo può essere espressa matematicamente dal semiprodotto della sua massa per il quadrato della sua velocità.
Per la legge dell’energia cinetica, la velocità del vento rappresenta un fattore cruciale nel rendimento dei generatori eolici e la velocità del vento cresce con la distanza dal suolo; tuttavia la progettazione di generatori eolici ad asse di rotazione orizzontale pone seri limiti di natura strutturale sia nel diametro delle pale che nell’altezza delle torri.
La crescita in altezza della struttura e la messa in opera di rotori di grande diametro, sono infatti causa di complicazioni statiche che mettono a rischio la struttura in caso di improvvise raffiche di vento troppo forte.
Normalmente un generatore eolico tradizionale viene progettato per funzionare ad una altezza massima di circa 80 metri dove la velocità del vento ha un valore medio di 4,6 metri al secondo
L’innovazione consente di sfruttare l’energia cinetica che i venti ad alta quota sono in grado di generare grazie alle loro alte velocità e alla loro costanza nel tempo.
Oltre gli 800 metri di altezza il vento ha una velocità media di 7,6 m/s per 6.000 ore all’anno contro una media di 4,6 m/s per 3.000 ore all’anno rilevabili all’altezza di 80 metri su cui vengono collocati i tradizionali generatori eolici.
Per la legge dell’energia cinetica, l'energia che si può ottenere dal vento aumenta con il quadrato della sua velocità; per tale motivo a 800 metri di quota l'energia disponibile è sino a quattro volte maggiore di quella presente ad una altezza di 80 metri.
Rispetto agli impianti eolici tradizionali, e a parità di potenza prodotta, la tecnologia TWIND occupa a terra uno spazio più contenuto e presenta un impatto visivo sul paesaggio di molto inferiore
Il metodo si basa sull’utilizzo di una coppia di palloni aereostatici frenati a quota 800 metri, ad una piattaforma girevole in grado di seguire la direzione del vento e mediante cavi che fungono anche da elemento di trasmissione del moto.
Un pallone apre la vela a questo collegata e, mentre questo pallone viene trascinato dalla forza dei venti ad alta quota che spingono sulla superficie della vela, l’altro pallone, a vela chiusa, viene riportato sulla verticale della piattaforma trainato dallo stesso cavo collegato al primo pallone.
Al termine dello srotolamento del cavo, giunto a fine corsa, un meccanismo automatico opera la chiusura delle ali a vela del primo pallone e opera l’apertura delle ali a vela del secondo; in questo modo le funzioni dei due palloni si invertono replicando la stessa dinamica.
Il metodo sopra descritto permette di ottenere energia mediante il continuo movimento alternativo del cavo agganciato ai due palloni aereostatici.
A 800 metri di quota l’aria ha una velocità media di 7,6 metri al secondo con una densità pari a 1,14 kg al metro cubo, una vela in quota esprime una potenza di 210 watt per metro quadro di superficie.
La superficie del pallone si aggiunge alla superficie della vela e contribuisce ad aumentare la potenza della spinta ma questa non entra nel calcolo poiché viene utilizzata per il trascinamento controvento dell’altro pallone di uguali dimensioni.
La vela del pallone ha una superficie pari a 200 metri quadri (simile a quella utilizzata dalle navi cargo a tecnologia Ms Beluga Skysails) ed è quindi in grado di generare una potenza di 50 Kw la quale, su base annua, rappresenta un valore di 438 Mw/h.
Considerando un rendimento del generatore elettrico a terra del 92%, la potenza su base annua raggiunge un valore di 400 Mw/h che equivalgono a 100 tonnellate di petrolio utilizzate in una tradizionale centrale termoelettrica tradizionale e che immettono in atmosfera 280 tonnellate di CO2.
Una vela di 200 metri quadrati ha un peso complessivo di 320 Kg, mentre 800 metri lineari di cavo Kevlar (diametro 30 mm), in grado di sostenere una trazione di 40 tonnellate, ha un peso complessivo di 640 Kg; aggiungendo 40 Kg per i servomeccanismi di apertura e chiusura delle vele, si arriva ad un peso totale di 1.000 Kg.
Per sostenere una tonnellata di peso a 800 metri di quota, sono sufficienti palloni aereostatici di 12 metri di diametro.
Rispetto ad un tradizionale impianto eolico, la tecnologia TWIND offre un rendimento di quattro volte superiore e richiede un costo d’impianto cinque volte inferiore.
Le linee guida di sviluppo del progetto seguono i principi della consapevolezza diffusa nell’opinione pubblica sull’ecosostenibilità delle risorse energetiche rinnovabili.
E' stato il primo banner che ho messo nel blog.Me ne sono ricordato mentre riflettevo sul Digitale Terrestre. Ringrazio Stefano Quintarelli per aver avviato la discussione su larga scala in Italia. Speriamo che adesso arrivi pure in Basilicata :)
Sappiamo ormai tutto sulle diverse alternative di trasportare le merci in Francia, di tracciati appenninici, di potenziale di utilizzo del ponte rispetto ad alternative o alla situazione attuale.
Delle alternative per la nuova rete, cosa sappiamo ?
Sappiamo chi c'e' nella società Stretto di Messina e come sarebbe finanziata l'opera, si è dibattuto sui costi della Variante di Valico e la sua utilità e del ruolo che la Società Autostrade deve avere.
E del finanziamento della nuova rete, cosa sappiamo ?
Sappiamo chi sono le aziende appaltatrici che fanno i lavori per le grandi opere, il ruolo dell'industria italiana, le cordate dei grandi costruttori e dei produttori del materiale rotabile.
E del ruolo delle aziende italiane nella nuova rete, cosa sappiamo ? chi fornirà gli apparati ? Quali implicazioni delle scelte per la nuova rete sull'occupazione ?