giovedì 13 dicembre 2007

Finanziamo il kitegen con le royalties del petrolio della Basilicata



Sarebbe una grande cosa :il Sud che finanzia il Nord.
Da un articolo del sole 24 ore : "

In Basilicata dove non sanno come spendere i soldi del petrolio


Il sindaco di Viggiano è un ingegnere quarantenne e guarda nel fondo valle il luccicante impianto di prima lavorazione del greggio, il Centro Olio.I tubi e la ciminiera,una macchia d'argento nel verde.Il municipio è proprio sulla piazza, a ridosso del santuario. Giuseppe Alberti è forse il primo cittadino più invidiato d'Italia. Grazie alle royalties, infatti, nelle casse comunali arriveranno parecchi soldi. Neanche lui ancora sa bene quanti. Con i primi denari a Viggiano non s'è badato a spese. Allora ecco la ristrutturazione dello stadio con annesso inutile sottopasso pedonale che finisce nei campi incolti. O le nuove insegne delle vie iscritte sul marmo.In molti si rifaranno la facciata di casa a costo zero. «Ora qui vogliono anche la piscina coperta. Sono gelosi degli hotel. "Perchè noi no?" mi dicono. E allora faremo anche questo »."
ancora...
Ma a quanto ammontano queste royalties? Facciamo i conti.Se il 19 ottobre si sono estratti circa 86mila barili di greggio ad un prezzo medio di 58 dollari,l'incasso stimato è intorno ai 4,988 milioni di dollari. In euro (un dollaro = 0,79 euro) si superano di poco i 3,95 milioni.Il cui 7%è poco più di 276mila euro al giorno. In un anno, dunque,le royalties ad appannaggio degli enti locali raggiungerebbero quota 100 milioni e 740mila euro.In vent'anni (stima del tempo di sfruttamento del giacimento) vogliono dire più di due miliardi di euro

ancora..
L'area a cui sono destinati gli interventi previsti nel Programma operativo definito dalla Regione riguarda trenta Comuni della Valle.«Fra qualche anno non sapremo più cosa fare di questi soldi.Non è che ogni anno si può rifare la pavimentazione. A noi —racconta —servirebbero 50 posti di lavoro per risolvere il problema della disoccupazione. Ma le confesso che nessuna azienda del mio paese ha fatto domanda per l'ultimo bando finanziato con i ricavi del petrolio ».

Poi ho letto questo :
il Kitegen, è una sorta di "giostra" che consente di produrre energia meccanica da convertire in elettricità. La "giostra" ruota su se stessa mossa da giganteschi aquiloni collegati tramite funi alle sue braccia.

Ciò che ha di straordinario questo progetto è che promette di ottenere una resa di un TWh (un terawatt per ora, ovvero 1/30 di tutta l'energia che serve in italia!!), con una struttura di 1,6 km di diametro (calcolato braccio-braccio, la base è molto più piccola).

Ma come funziona? In pratica gli aquiloni andrebbero a pescare i venti costanti e molto intensi che soffiano tra i 2000 e i 10.000 m di quota, eliminando di fatto il problema dei venti deboli e incostanti che condiziona pesantemente il funzionamento delle torri eoliche.

alla fine ho letto

Il problema adesso è rintracciare i soldi per realizzare il prototipo, perchè a quanto pare il 40% concesso dal Ministero dello Sviluppo economico non è sufficiente.
Per illustrare il progetto e cercare finanziamenti, Ippolito ne sta realizzando una sorta di applicazione su piccola scala da installare su un furgone dimostrativo (serve a far capire che funziona, ma non certo a stimare il rendimento di un kitegen "vero", considerando che gli aquiloni in questo caso non possono essere alzati eccessivamente).

quindi se qualche politico della Basilicata sa fare 2+2... magari coinvolgendo l'università della Basilicata



Morire CCCP

Non so dei vostri buoni propositi
perchè non mi riguardano
esiste una sconfitta
pari al venire corroso
che non ho scelto io
ma è dell'epoca in cui vivo

la morte è insopportabile
per chi non riesce a vivere
la morte è insopportabile
per chi non deve vivere

lode a Mishima e a Majakovskij
tu devi scomparire
anche se non ne hai voglia
e puoi contare solo su di te

PRODUCI CONSUMA CREPA
SBATTITI FATTI CREPA
PRODUCI CONSUMA CREPA

CREPA
RIEMPITI DI BORCHIE
SBATTITI FATTI CREPA
ROMPITI LE PALLE
COTONATI I CAPELLI
RASATI I CAPELLI
CREPA CREPA CREPA CREPA



ThyssenKrupp AG

Der Industrie-Konzern ist in drei Schwerpunktbereichen tätig: Stahl, Industriegüter und Dienstleistungen. Die Seite bietet einen Überblick über die sechs



Vladimir Majakovskij (1893-1930) poeta e drammaturgo, è uno dei principali esponenti del futurismo russo, corrente artistica e letteraria d'avanguardia dei primi del '900. Frequenta la Scuola d'Arte di Mosca e ancora studente compie un lungo giro di propaganda dell'arte futurista in diverse città del paese, fra il 1913 e il 1914, creando e diffondendo una lunga serie di manifesti. Già nelle sue prime opere emergono i nuovi mezzi espressivi e l'impetuosa carica polemica contro l'accademia e l'arte del passato.

Aderisce con entusiasmo, insieme ad altri futuristi russi, alla Rivoluzione del 1917; molti artisti russi infatti erano profondamente impegnati nella realtà politica dell'epoca e sostenevano la rivoluzione bolscevica in quanto promotrice di una trasformazione politica legata al bisogno di giustizia sociale.
Lavora all'agenzia telegrafica di Stato, e realizza migliaia di manifesti di propaganda con immagini e slogan. Si appassiona di cinema e scrive soggetti e sceneggiature. L'impegno di questi anni nella realtà sociale russa favorisce il legame fra le sperimentazioni della sua nuova poesia e i fermenti di rinnovamento nella società.
Tuttavia col passare del tempo la sua fiducia nella rivoluzione è scossa da dubbi e incertezze.
Guarda con profondo turbamento alla progressiva burocratizzazione della società comunista, dopo l'avvento di Stalin. In due feroci commedie ("La cimice" e soprattutto "Il bagno", ironica rappresentazione di un mondo popolato da burocrati stupidi e ottusi) si scatena con forza contro questa involuzione.
Sempre più isolato anche sul piano affettivo e personale si suicida con un colpo di pistola nel 1930.

Yukio Mishima (1925-1970) è lo pseudonimo dello scrittore giapponese Hiraoka Kimitake.
Radicato nella tradizione classica del suo paese, mostra fin dalle sue prime opere amore per la parola ricercata e gusto per la metafora.
Ventenne, al momento della sconfitta del Giappone nella seconda guerra mondiale reagisce insieme a molti della sua generazione, con un marcato disinteresse per i drammatici problemi aperti nella società dalle recenti vicende storiche, dando invece la preferenza, nei suoi scritti, a temi autobiografici e all'analisi psicologica.
Agli inizi degli anni Sessanta, di fronte all'occidentalizzazione crescente e alla perdita di identità della società giapponese, diventa acceso fautore di idee nazionaliste e militariste, dando vita a un'associazione paramilitare conservatrice, Tate-no-kai ("Società dello scudo") basata sull'etica degli antichi samurai.
Interessato da sempre al tema della reincarnazione, ne fa il motivo ispiratore di una tetralogia dal titolo generale "Il mare della fertilità". Al completamento di quest'opera, considerato concluso il suo compito di scrittore, il 25 novembre del 1970 mette fine alla sua esistenza con uno spettacolare suicidio rituale (harakiri) nel quartiere generale delle forze di autodifesa (dove aveva fatto irruzione alla testa dei suoi seguaci), dopo aver arringato un gruppo di soldati, invitandoli a farsi restauratori dei tradizionali valori spirituali del Giappone.

sabato 8 dicembre 2007

brevetto Nikola Tesla su energia radiante





qualcuno lo traduca io adesso non ho tempo per ulteriori informazioni http://www.edicolaweb.net/icone02a.htm

IL SEGRETO DI NIKOLA TESLA

Ho visto due film in cui è presente la figura di Nikola Tesla: The prestige e il segreto di Nikola Tesla.
Il primo è molto bello e fa passare due ore di relax il secondo è uno di quei film che ti fanno pensare l'innumerevole cose che ci stanno nascondendo... vi prego di vedere il seguente filmato
PS : il film è in inglese con sottotitoli in italiano (per la serie : certe cose è meglio non farle sapere troppo in giro)





venerdì 30 novembre 2007

Cambiate browser grazie


La maggiorparte dei miei lettori naviga il mio blog con Explorer, sarei molto felice se grazie a queste righe qualcuno cambiasse idea!
Ecco un articolo che spero vi convincerà:

Abbandonare Explorer? Niente di così difficile...

5 buoni motivi per passare a Firefox

Rilasciata la versione 2.0 del noto browser

Mozilla Firefox è quel programma magnifico che probabilmente molti di voi per pigrizia ignorano, non hanno mai provato ad installare, non vogliono saperne o semplicemente non si interessano ad un prodotto alternativo quando ne hanno uno che già funziona (male). Quale occasione di parlarvene un po' se non l'uscita proprio ieri della versione 2.0?

Dopo oltre 11 mesi di sviluppo Firefox 2 è finalmente stato rilasciato, ed è disponibile per il download all'indirizzo http://getfirefox.com. Dalla sua prima uscita, nel novembre 2004, il browser alternativo a Microsoft Internet Explorer è cambiato parecchio rosicchiando oltre il 10% del mercato dei browser e sottraendo sempre più terreno al rivale Microsoft. La competizione sta nel discorso sicurezza, negli standard del web e ovviamente nell'integrazione di alcuni servizi chiave che si stanno facendo largo sulla rete, come i feed rss. Internet Explorer 7, rilasciato finalmente pochi giorni fa, Safari 2 e Opera 9hanno anch'essi fatto passi da gigante e a beneficiarne sono, ovviamente, gli utenti.

Che cos'ha Firefox di tanto speciale? Perchè dovrei preferirlo ad Explorer che mi trovo già installato sul computer?

1) E' sicuro come le vostre tasche. Scordatevi i dialer e gli spyware che si intrufolano da siti porno o di casinò. Niente finestrelle popup che si moltiplicano sullo schermo sfuggendo al controllo del mouse. Nessun programma partirà mai in automatico senza che voi lo vogliate perchè si è installato da solo nel pc. Con Firefox tutta la memoria cache, cioè l'insieme dei file che avete aperto, pagine web, immagini, file audio e quant'altro è presa, impacchettata in un file criptato e messa in un unico posto. Solo Firefox può accedervi, e statene certi, nessun file infetto emergerà dal mucchio, nessun trojan prenderà vita da qui a breve senza che non lo sappiate. Se un sito usa tecniche di phishing, tentando di estorcevi illegalmente numeri di carta di credito o dati sensibili, Firefox vi avvertirà.

2) E' leggero. Avete installato Windows e all'inizio Explorer andava forte, ma ora con il passare del tempo sembra imbolsito, rallenta, crasha ogni dieci minuti. Ciò non accade con Firefox, che tende ad aprirsi sempre in tempi ragionevoli (se non lo riempite con troppi plugin) e a non piantarsi anche in caso si aprano dodici finestre contemporaneamente. Il consumo di memoria ram che fa quando è aperto è notevolmente inferiore a Internet Explorer.

3) E' gratuito e multipiattaforma. Usate Windows? Potete installare Firefox. Usate il Mac? Firefox è li che vi aspetta. Usate Linux? Installate Firefox. Con tutti i benefici che può avere avere un programma condiviso ed unico, che gira su qualunque computer al mondo. L'esperienza dell'Euro insegna.

4) E' sempre aggiornato ed estensibile:circa una volta al mese si aggiorna automaticamente con una nuova release. Esistono migliaia di plugin creati apposta per soddisfare questa o quella esigenza. Non siamo davanti ad un programma rigido e statico: ci sono aggiunte per visualizzare nella barra di stato i risultati delle partite in tempo reale, le condizioni meteo della vostra città, le notizie di questo o quel sito, grazie all'integrazione dei feed rss, ormai messi a disposizione da tutti i principali quotidiani. Potete installare un plugin che controlli la posta e vi notifichi nuovi messaggi, o che scandagli i vostri blog e forum preferiti per informarvi quando sono stati aggiornati. Potete chiedere che il motore di ricerca integrato in alto a destra non usi soltanto Google ma operi la ricerca della parola chiave anche in Wikipedia (l'enciclopedia libera di Internet), o su Imdb (il catalogo del cinema), o sulle aste Ebay, o ancora sul dizionario d'italiano Demauro Paravia, e così via...

5) E' pratico. Quando siete in Google e avete dieci risultati che vi interessano in una pagina, siete soliti aprirne uno ad uno? Macchè: potete usare le tab. Provate a cliccare sui link con la rotellina del vostro mouse (CTRL + clic se volete agire da tastiera). Oplà, ecco che in una sola finestra avete sott'occhio tutti i siti che volete, che si aprono senza disturbare in background, pronti per la consultazione. E se un sito vi piace che ne dite di trascinare la sua tab sulla barra dei segnalibri per aggiungerlo? O ancora, se possiede un feed rss, perchè non metterlo in elenco come segnalibro Live, che ci notifica quando ci sono nuovi contenuti senza nemmeno fare lo sforzo di andare sul sito a controllare?

Ancora non vi convince? Provatelo qualche giorno... provate a scordarvi per un tempo limitato di Explorer. Vedrete che non tornerete indietro facilmente e presto la E azzurra sparirà dai vostri desktop, mangiucchiata dalla Volpe di Fuoco! ;-)
Scritto da: Eugenio Ciccone

sabato 24 novembre 2007

notizie sul blog


1 aggiunti file musicali imeem e video da you tube
2 riorganizzati i link
3 nuovi temi
4 pubblicità google
5 contatore shiny stat
6 informazioni personali
7 rss cinema potenza
8 adesione a varie iniziative (sono alla fine della pagina) come PER DE MAGISTRIS ecc...

ps :
sottoscrivete i miei feed rss

Il feed è un'unità di informazioni formattata secondo specifiche (di genesi XML) stabilite precedentemente. Ciò per rendere interoperabile ed interscambiabile il contenuto fra le diverse applicazioni o piattaforme.

Legalizziamo il mulo! (legalizzare il peer-to-peer)

A BETTER WAY FORWARD

(Un modo migliore di andare avanti?)

Licenza collettiva volontaria di condivisione di file musicali

"Let the Music Play" White Paper

Le attuali battaglie che si stanno combattendo intorno alla condivisione

di file nelle reti Peer To Peer (P2P) sono uno spreco che crea perdite a

tutti. Le case discografiche continuano a registrare cali di vendita,

mentre i milioni di condivisori di file -che sono fan della musica- sono

additati come criminali. Ogni giorno i danni collaterali aumentano: la

privacy a rischio, l'innovazione repressa, la crescita economica persa e

le poche sfortunate persone che vengono isolate, sono trascinate in

tribunale dalle industrie discografiche. Inoltre la campagna di denuncie

dei fan della musica non ha portato un solo centesimo nelle tasche degli

artisti.

Ci serve un modo migliore per andare avanti.

LE PREMESSE

Primo, gli artisti ed i detentori dei diritti meritano di essere

ricompensati adeguatamente.

Secondo, il file sharing è qui per restare. La chiusura di Napster ha

semplicemente generato reti più decentralizzate. Molte inchieste

dimostrano che la condivisione di file è oggi altrettanto popolare

quanto lo era prima che iniziassero le denunce legali.

Terzo, i fan svolgono un miglior lavoro di distribuzione della musica di

quanto non facciano le case discografiche. La vendita su internet di

iTUnes Music Store di Apple vanta un archivio di più di 500.000 canzoni.

Sembra tanto, fino a che non si viene a sapere che i fan hanno reso

disponibili *milioni* di canzoni solo su KaZaA. Se le nubi legali si

dileguassero, le reti peer-to-peer presto migliorerebbero ulteriormente.

Quarto, ogni soluzione deve ridurre al minimo gli interventi del governo

a vantaggio di una solo attore del mercato.

LA PROPOSTA: LICENZA VOLONTARIA COLLETTIVA

La Electronic Frontier Foundation (EFF) ha passato gli ultimi anni a

valutare le alternative che consentano di pagare gli artisti e

contemporaneamente rendere legale la condivisione di file. Il concetto è

semplice: l'industria musicale usa una società di esazione, che in

seguito offre ai fan della musica che condividono file l'opportunità di

"passare alla legalità" in cambio di un ragionevole pagamento

ricorrente, ad esempio 5$ al mese. Fino a quando pagano, i fans sono

liberi di continuare a fare quello che farebbero in ogni caso

-condividere la musica che amano utilizzando un qualsiasi programma di

loro scelta sulla loro piattaforma pc preferita- senza timore di

incorrere in denunce legali. Il denaro raccolto viene diviso tra i

detentori dei diritti in base alla popolarità della loro musica.

In cambio, i fan che condividono file musicali saranno liberi di

scaricare qualsiasi cosa essi preferiscano, utilizzando i programmi che

ritengono più performanti. Con il crescere della competizione tra

applicazioni software, l'innovazione ed i miglioramenti accelereranno.

Con l'aumentare della libertà dei fan di pubblicare ciò a cui tengono,

il catalogo si farà sempre più grande.

IL PRECEDENTE: LE TRASMISSIONI RADIOFONICHE

E' già stato fatto in passato.

Con la costituzione di società di esazione come ASCAP, BMI e SESAC [ndt:

SIAE, in Italia] gli autori musicali hanno portato le radiotrasmissioni

a onorare i copyright nella prima metà del ventesimo secolo.

GLi autori vedevano inizialmente la radio allo stesso modo in cui oggi

l'industria musicale considera gli utenti di KaZaA: come pirati. Dopo

avere tentato di chiudere le radio a suon di cause, gli autori alla fine

si sono riuniti per formare la ASCAP (e successivamente BMI e SESAC). Le

stazioni radio interessate alla trasmissione della musica si fecero

avanti. Pagarono un compenso, ed in cambio ottennero di suonare

qualsiasi musica avessero preferito, utilizzando le atrezzature che

funzionavano meglio. Oggi le società che raccolgono i diritti di

esecuzione ASCAP e BMI intascano i soldi e pagano milioni di dollari

ogni anno agli artisti. Anche se queste società di esazione ricevono una

certa dose di giuste critiche, non c'è viene messo in dubbio sul fatto

che il sistema che si è evoluto per le radio è preferibile ad uno basato

sull'intentare causa alle radio per eliminare un'emittente alla volta.

Gli avvocati del copyright chiamano tutto questo "licenza collettiva

volontaria". Lo stesso potrebbe accadere oggi per la condivisione di

file: i detentori dei diritti potrebbero riunirsi per offrire la loro

musica in un modo semplice da pagare, senza limitazioni. Possiamo

raggiungere questo obiettivo senza bisogno di modificare le norme sul

diritto d'autore e con minimi interventi da parte del governo.

I SOLDI: COME RACCOGLIERLI

Partendo dai soli 60 milioni di Americani che hanno utilizzato i

software di la condivisione di file, 5$ al mese produrrebbero un totale

netto maggiore di 3 miliardi di dollari da spartirsi secondo il patto,

senza regalie alle stazioni radio, percentuali a KaZaA o altre spese. La

cosa migliore è che una fonte di guadagni sempreverde: soldi che

continuano ad arrivare, in tempi buoni e cattivi, fintanto che i fan

desiderano musica digitale online. La torta cresce al crescere della

condivisione di file su internet, invece di ridursi. L'ammontare lordo

totale annuo dell'industria musicale è valutato oggi in 11 miliardi di

dollari. Ma è il guadagno *lordo*. Un regime di licenza collettiva per

la condivisione di file promette 3 miliardi di *profitti* annuali alle

etichette musicali -- più di quanto essi abbiano mai realizzato.

Come far sì che i condivisori di file paghino? Ecco dove interviene il

mercato: quelli che oggi sono sotto minacce legali avranno ampi

incentivi a optare per una semplice tariffa di 5$ al mese. Dovrebbero

esserci tutti i possibili metodi di pagamento realizzabili dal mercato.

Alcuni potrebbero compiere l'acquisto direttamente da un sito web (dopo

tutto, era questa l'intenzione della RIAA nel suo programma di

"amnistia"). I fornitori di accesso ad internet potrebbero includere la

tariffa nel prezzo dei loro servizi a banda larga per i clienti

interessati a scaricare musica. Dopotutto i fornitori di connettività

potrebbero essere felici di pubblicizzare pacchetti di connessione a

banda larga che comprendono "download di tutta la musica che volete". Le

Università potrebbero rendere il costo parte dei costi di fornitura dei

servizi di rete agli studenti. I venditori di software peer-to-peer

potrebbero includere la tariffa nel quadro di un pacchetto di

abbonamento al proprio software, cosa che dissiperebbe nettamente

qualsiasi ombra di incertezza legale che ha inibito gli investimenti nel

campo dei programmi p2p.

I SOLDI: COME DIVIDERLI

I soldi raccolti sarebbero divisi tra gli artisti ed i detentori dei

diritti in base alla popolarità della loro musica.

Determinare cosa sia popolare può essere fatto utilizzando un insieme di

controlli anonimi su quali file siano condivisi dalle persone (cosa che

alcune compagnie come Big Champagne e BayTSP stanno già facendo) e

individuare volontari che servano come equivalenti dei campioni Nielsen

per la musica digitale. Miliardi di dollari spesi in pubblicità

televisiva sono divisi oggi con sistemi come questo. In un ambiente

digitale, una miscela di questi approcci potrebbe ottenere l'equilibrio

tra la protezione della privacy e la stima accurata della popolarità dei

brani.

I VANTAGGI

I vantaggi di questo approccio sono chiari.

Gli artisti ed i detentori dei diritti sono pagati. In più, col crescere

della banda larga, il compenso aumenta, spingendo le potenti lobby

dell'industria dell'intrattenimento a lavorare per ottenere un'internet

più grande, innovativa ed aperta, invece di osteggiarla.

L'intervento governativo è ridotto all'essenziale: nessuna modifica alla

normativa sul diritto d'autore, e la società di esazione stabilisce la

propria tariffa. La cifra di 5$ al mese è un suggerimento, non un

obbligo. Comunque sia, il mercato manterrà il prezzo ragionevole: le

società di esazione fanno maggiori incassi con prezzi appetitosi e ampie

basi di sottoscrittori che con prezzi maggiori e costosi mezzi per

applicarli.

Lo sviluppo della banda larga riceve una nuova spinta rendendo legittima

la sua "killer application" (applicazione vincente): la condivisione di

file.

I dollari degli investimenti verranno riversati nelle mercato del

software di condivisione dei file di musica digitale una volta che

questo sarà reso legittimo. Invece di limitarsi a pochi "servizi

autorizzati" come iTunes di Apple e Napster 2.0, si vedrà un mercato

competitivo di applicazioni e servizi per la condivisione di file.

Fintantochè le persone avranno la licenza, le società tecnologiche

potranno smettere di preoccuparsi dell'inestricabile labirinto di

diritti, concentrandosi nella realizzazione di prodotti più attrattivi

per i fan e di servizi in un mercato in competizione.

I fan della musica avranno infine un completo e legittimo accesso alla

illimitata scelta di musica che le reti di condivisione di file hanno

fornito sin dai tempi di Napster. Tolta l'ombra delle azioni legali,

tali reti miglioreranno rapidamente.

Sarà eliminato il collo di bottiglia della distribuzione che ha limitato

le possibilità degli artisti indipendenti. Gli artisti potranno

scegliere qualsiasi strada per la popolarità online: incluso, ma non

limitato a, un contratto con una delle grandi case discografiche.

Fintantochè le loro canzoni saranno condivise online tra fan, essi

saranno pagati.

Il compenso verrà solo da chi sarà interessato a scaricare musica, e per

il periodo in cui essi saranno interessati a scaricarla.

COME TUTTO CIO' AIUTA GLI ARTISTI?

Gli artisti beneficiano in almeno tre maniere.

Primo, gli artisti saranno pagati per la condivisione di file, che

diverrà una normale attività della vita in rete.

Secondo, gli artisti indipendenti non avranno più bisogno di un accordo

di registrazione con una grande etichetta per raggiungere grandi numeri

di potenziali fan: fintantochè avranno alcuni fan che condividono la

loro musica online, altri saranno in grado di accedere alla loro musica

nello stesso modo in cui possono accedere ai contenuti forniti dalle

grandi etichette. In altre parole, la distribuzione digitale sarà a

disposizione in maniera uguale a tutti gli artisti.

Terzo, per quanto riguarda la promozione, gli artisti saranno in grado

di usare qualsiasi meccanismo preferiscano, invece di dover dipendere

dal fatto che le grandi etichette spingano le esecuzioni in radio. Tutto

cio che renderà il loro lavoro popolare tra i condivisori di file gli

porterà un ritorno. Ci sarebbe sempre un ruolo per l'industria

discografica: molti artisti vorranno sempre un aiuto con la promozione,

lo sviluppo dei talenti, ed altri servizi di supporto. Con più opzioni

tra cui scegliere, gli artisti otterranno contratti più equi rispetto ai

patti a senso unico che gli sono offerti oggi.

E L'ANTITRUST?

Dal momento che una soluzione di licenza collettiva dipende su una

singola società di esazione che emetta licenze per coprire tutti (o

quasi tutti) i diritti d'autore musicali, ci sarà il bisogno di una

qualche regolamentazione antitrust che assicuri che la società di

esazione non abusi della propria posizione dominante. Sia ASCAP che BMI,

ad esempio, sono state soggette a regolamentazioni di adeguamento alle

norme antitrust per numerose decadi. La regolamentazione deve essere

completa, dato che la società di esazione venderà, sostanzialmente, un

solo prodotto ad un solo prezzo a tutti i suoi clienti. I legislatori

terranno lo sguardo puntato sulla società di raccolta per assicurarsi

che tratti con equità gli artisti ed i detentori dei diritti, la maggior

parte dei quali si baserà sulla società di esazione per i compensi della

condivisione di file non in commercio.

COME SI ASSICURA UNA DIVISIONE ACCURATA DEI SOLDI?

La trasparenza sarà critica. La società di esazione deve tenere aperti i

propri registri per l'esame degli artisti, dei detentori dei diritti e

del pubblico. Questo ente dovrebbe essere non-profit e dovrebbe

impegnarsi a mantenere i propri costi amministrativi al minimo. Ci sono

esempi di simili società di esazione nell'industria musicale, come ASCAP

e SoundExchange. Noi dovremmo apprendere e migliorare il loro esempio.

Dando agli artisti una maggior voce in capitolo si può far sì che

vengano affrontati anche i loro attuali problemi con le società di

raccolta.

Per quel che riguarda la determinazione effettiva della popolarità delle

opere, dobbiamo bilanciare l'esigenza di un'accuratezza perfetta come un

"censimento" con la necessità di difendere la privacy. Un sistema basato

su un campione raggiunge un buon equilibrio tra questi obiettivi. Da una

parte, in una rete pubblica di P2P, è relativamente semplice determinare

che cosa la gente stia condividento. Big Champagne fa già questo,

compilando una "Top 10" delle reti P2P. Questo tipo di monitorizzazione

non compromette la privacy dell'utente, dato che il controllo non lega i

file condivisi con informazioni identificabili con individui. Allo

stesso tempo, questo controllo generico della rete può essere completato

con il controllo di volontari che costituiscano i "campioni Nielsen" del

P2P.

COSA AVVERRA' SE L'INDUSTRIA MUSICALE NON SEGUIRA' QUESTA VIA?

L'industria musicale è ancora molto lonatana dall'ammettere che i

modelli di business esistenti sono obsoleti. Ma l'attuale sforzo di fare

causa a milioni di fan americani della musica per sottometterli è

destinato a fallire. Dopo altri pochi trimestri di vendite

insufficienti, con le reti di condivisione di file ancora in crescita e

i "servizi autorizzati" non in grado di coprire i fatturati in crollo,

l'industria musicale avrà bisogno di un "Piano B" [ndt: una sorta di

"pillola del giorno dopo"]. Speriamo che essi capiscano che la licenza

collettiva volontaria è il modo migliore per andare avanti.

Se, invece, continueranno la loro guerra contro Internet e ad infliggere

danni collaterali alla privacy, all'innovazione e ai fan della musica,

allora potrebbe essere il momento per il Congresso di intraprendere

passi che ne forzino la mano. Il Congresso potrebbe porre in essere una

"licenza obbligatoria" e creare una società di raccolta per portarci

verso una soluzione adeguata. Il coinvolgimento del Governo dovrebbe

comunque essere una risorsa estrema: l'industria musicale ha il potere

di realizzare una soluzione più adeguata e flessibile sin da ora.

COSA SARA' DEGLI ARTISTI CHE NON VORRANNO AVERE PARTE IN QUESTO? COME SI

POSSONO RACCOGLIERE TUTTI I DIRITTI?

Gli artisti ed i detentori dei diritti avranno la scelta tra unirsi alla

società di esazione, e quindi di raccogliere la loro parte di compensi

raccolti, o di rimanere al di fuori della società senza avere un mezzo

pratico per ricevere una ricompensa per la condivisione di file, che

inevitabilmente continuerà. Assumendo che una massa critica di grandi

proprietari di diritti si unisca alla società di raccolta, la maggior

parte dei piccoli proprietari avrà un forte incentivo a unirsi, così

come virtualmente tutti gli autori musicali professionisti si uniscono a

ASCAP, BMI o SESAC.

La complessità dei contratti dell'industria musicale e la sua storia

rendono molto difficile per le etichette discografiche e gli editori di

musica di essere sicuri su quali diritti essi controllano. In accordo

con questo, unendosi alla società di raccolta, i detentori dei diritti

non verranno costretti a elencare i diritti detenuti, ma converranno

invece semplicemente di non intentare azioni legali contro chi paga la

tariffa della licenza onnicomprensiva. In questo modo, i fan della

musica e gli innovatori non saranno fermati dalle beghe contrattuali

interne che affliggono l'industria musicale.

CHE SARA' DEI CONDIVISORI DI FILE CHE NON PAGHERANNO?

La gran parte di chi condivide file desidera pagare una cifra

ragionevole per la libertà di scaricare ciò che essi preferiscono,

utilizzando qualsiasi software a loro congegniale. In aggiunta a coloro

che opteranno di prendere la licenza se gli sarà data l'opportunità, le

licenze di molti altri saranno pagate da intermediari, come i fornitori

d'accesso, le università, ed i rivenditori di software.

Purchè la tariffa sia ragionevole, in effetti invisibile ai fan, e non

ne limiti le libertà, la gran parte dei condivisori di file sceglierà di

pagare invece che doversi sobbarcare complessi sforzi per evadere.

Fintantochè il "libero sownload" sarà limitato ad una percentuale

relativamente bassa di condivisori di file, non dovrebbe porre un serio

rischio ad un sistema di licenze collettive. Dopotutto oggi gli artisti

ed i detentori di diritti non sono pagati per niente per la condivisione

di file: dovrebbe essere facile fare meglio di così con una licenza

collettiva. I detentori dei diritti (e forse la stessa società di

raccolta) continuerebbero ad avere titolo a imporre i loro diritti

contro chi "scarica gratis". Invece di minacciarli di danni ingenti,

tuttavia, la società di esazione potrebbe offrire ai ritardatari la

possibilità di pagare una multa e passare alla legalità. Questo è quanto

oggi fanno le società di esazione.

E LE ALTRE NAZIONI?

I detentori di diritti non americani saranno ovviamente i benvenuti per

la società di raccolta. Essi potranno unirsi e ricevere la propria

corretta parte di tariffe raccolte dai condivisori di file americani.

Per quanto riguarda i condivisori di file di altri paesi, ci sono tutte

le ragioni per credere che se un approccio di licenza collettiva avrà

successo negli USA, saràimitato con entusiasmo all'estero.

Oggi un numero relativamente basso di nazioni è responsabile di quasi

tutti gli introiti dell'industria musicale. Perciò stabilendo un sistema

di licenza collettiva in pochi paesi si potrebbe invertire la spirale di

discesa degli introiti dell'industria musicale. L'industria musicale ha

già un sistema internazionale di "compensazione" per pareggiare i

pagamenti tra paesi.

COSA SARA' DEI SERVIZI MUSICALI AUTORIZZATI?

I "servizi musicali autorizzati" come iTunes di Apple e Napster 2.0

saranno liberi di competere contro i servizi P2P, esattamente come oggi.

In aggiunta, potrebbero essi stessi adottare elementi dell'architettura

P2P, espandendo drammativamente l'archivio musicale che possono offrire

ai fan della musica.

COME SI PUO' IMPEDIRE ALL'INDUSTRIA MUSICALE DI IMPORRE TARIFFE ELEVATE?

I costi di imposizione affrontati dalla società di esazione per la

condivisione di file terranno i prezzi allineati. Dopo tutto, se la

società richiedesse troppo, gli intermediari non sarebbero in grado di

includere le tariffe nei costi dei loro prodotti (una licenza di 5$ al

mese in un abbonamento a banda larga da 50$ al mese ha senso; cercare di

attaccare una licenza da 100$ al mese, invece non funzionerebbe) e i

condivisori di file probabilmente si ribellerebbero in gran numero. Ad

esempio, quando gli studios cinematografici chiedevano 90$ per un film

in VHS, dovettero affrontare una pirateria diffusa. Capirono che

abbassando i prezzi potevano fare più soldi ed eliminare gran parte del

problema della pirateria. In altre parole: prezzi ragionevoli fanno

lavorare il sistema per tutti.

COSA DIRE A PROPOSITO DI FILM, PROGRAMMI, VIDEOGIOCHI E DEGLI ALTRI

CONTENUTI DIGITALI?

L'industria musicale sembra essere l'unica industria incapace di

adattare il proprio modello di business a tenere conto della

condivisione di file. E' stata l'industria musicale a mostrare la via,

compiendo azioni legali contro i fornitori di accesso, le industrie di

software e le persone amanti della musica.

L'industria cinematografica, in contrasto, sta vivendo il periodo con

maggiori profitti della propria storia. Le industrie del software e dei

videogiochi continuano a mostrare una forte crescita e la capacità di

generare profitto. Ciascuna di queste industrie ha intrapreso passi per

adattare il proprio modello di business alle realtà della condivisione

di file.

Naturalmente se altre industrie volessero formare volontariamente delle

società di esazione ed offrire licenze che coprano i condivisori di

file, non esiste niente che glielo impedisca. Le persone sarebbero in

questo caso libere di acquistare la licenza se fossero interessate a

scaricare questi materiali dalle reti di condivisione di file.

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per i